Memoria don Alberione

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Memoria del Beato Giacomo Alberione

Memoria del Beato Giacomo Alberione

by Carlo Cibien, SSP in Ultime
on 18 November, 2015

Celebreremo come comprensorio romano paolino la memoria del Beato Giacomo Alberione giovedì 26 novembre p.v., alle ore 18 presso la Parrocchia paolina, Santuario Basilica “Beata Vergine Maria Regina degli Apostoli” di Roma, in via Antonio Pio 75.

L’Eucaristia sarà presieduta dal Superiore Generale  don Valdir José De Castro.

Per l’occasione sarà esposta accanto all’altare una reliquia del Beato e sarà distribuita una sua biografia. Anche questo è un modo concreto di far conoscere il nostro carisma e i nostri “Testimoni” alle persone alle quali siamo inviati attraverso la nostra Parrocchia mariana.

don Carlo Cibien, vicario provinciale

alberione.org

DON ALBERIONE Editore di Dio

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DON ALBERIONE Editore di Dio

È con grande piacere che  annunciamo che  il 29 dicembre andrà in onda il nostro documentario Don Alberione Editore di Dio.

RAITRE, 29 dicembre 2015, ore 23,00
CORREVA L’ANNO
DON ALBERIONE EDITORE DI DIO

un documentario di Massimo My realizzato in coproduzione con Società San Paolo, MDAM, KTO e in pre-acquisto RaiTr.

 paulus.net

Convegno su Alberione

Convegno su Alberione

Beato Alberione

Beato Alberione

Un «Convegno di studio su don Alberione “Fondatore”»Scritto da Don Carlo Cibien, SSP on 03 Ottobre 2014. Postato in Incontri-Seminari

Tra le moltissime attività che sono state organizzate per celebrare l’anno centenario della nascita della Famiglia Paolina, la Società San Paolo organizza un Convegno di studio su don Alberione “Fondatore”. Lo si terrà ad Ariccia, presso la Casa “Divin Maestro”, nei giorni 23-25 novembre 2014.

Perché un “convegno di studio”?

Più ci si accosta con attenzione al pensiero di don Alberione, e più ci si rende conto di quanto esso sia profondo e inesplorato e della sua forza innovativa. Un esempio. Quando il futuro Giovanni Paolo II aveva appena sei anni, don Giacomo Alberione proponeva ai Paolini un progetto di «nuova, lunga e profonda evangelizzazione…» (San Paolo, agosto 1926, p. 3). Se si esaminano i tre aggettivi (nuova, lunga, profonda) che egli utilizza, se ne può far derivare un programma serio di evangelizzazione che coglie e supera quei due livelli indicati dal recentissimo documento della CEI, Incontriamo Gesù. Orientamenti per l’annuncio e la catechesi in Italia: «Si tratta di un concetto complesso che presenta due sfumature: l’evangelizzazione in quanto orizzonte dell’azione della Chiesa e l’evangelizzazione in quanto processo» (n. 19).

Onestamente dobbiamo riconoscere che il progetto apostolico alberioniano affidato alla Famiglia Paolina è tutt’altro che esaurito. Il Convegno di studio su don Alberione “Fondatore”, pur con tutti limiti di un Convegno, si pone come proposta di approfondimento del pensiero e dell’attività di don Alberione inteso come “Fondatore” della Famiglia Paolina e lo fa con un’attenzione speciale anche se non esclusiva alla Società San Paolo di cui nel 2014 si celebra il centenario di fondazione. Nulla vieta che un discorso analogo possa essere continuato dagli altri “rami” del grande albero paolino, colmando anche le inevitabili lacune e svelando nuovi orizzonti.

Come si articola il Convegno

Il programma del Convegno si apre con la riflessione di don Carlo Molari, decano dei teologi italiani e membro dell’Istituto Gesù Sacerdote. Mente lucidissima, a lui abbiamo chiesto di aiutarci a capire il valore di un centenario per una realtà ecclesiale in divenire come la nostra. Non si tratta certo di autocelebrarsi o auto commiserarsi, ma di “fare memoria” per aprirsi al futuro, continuando nel nostro oggi l’azione che il Fondatore intraprese nel suo oggi.

Ricevuto il “la”, il Convegno può partire con due introduzioni di carattere storico: la prima sullo sviluppo iconologico della pietà paolina, affidata a Sr Micaela Monetti, pddm; e la seconda, a due voci (Prof. Maggi e don Giovannini, ssp) sulla situazione culturale e religiosa con la quale don Alberione è entrato in dialogo; analisi che dovrebbe porre i termini per un’eventuale raffronto e attualizzazione, costituendo la seguente equivalenza: don Alberione sta al suo tempo, come noi stiamo al nostro tempo, cos’ha fatto lui e cosa possiamo fare noi.

Lo sviluppo successivo del Convegno si sofferma su alcuni temi che abbiamo creduto opportuno sottoporre ad uno studio attento. E qui è nato un dubbio: affidarci a studiosi “di grido”, con il rischio di una lettura affrettata e superficiale del pensiero del Fondatore? Alcune tesi discusse recentemente hanno messo in evidenza quanto l’impreparazione specifica dei relatori abbia inibito la ricerca dello studente su temi “paolini”. Il confronto con esperti in materia ci ha spinto a orientare la scelta su studiosi “paolini” con una reale e approfondita conoscenza del pensiero del Fondatore e in possesso del bagaglio metodologico necessario.

Tra i temi scelti: don Alberione biblista, teologo, mistico, fondatore di una “famiglia” religiosa.

È inevitabile che lo “studio” di don Alberione ci spinga alla ricerca delle sfide che dalla sua vita derivano a noi. Una di queste è il superamento del salto tra generazioni. A questo tema si è dedicata una tavola rotonda intitolata «Dialogo tra l’Antico e il Nuovo» nella quale si metteranno a confronto l’esperienze di paolini e paoline giovani e anziani.

Ma la sfida più attuale è affrontata nella relazione conclusiva, quella che avrà per tema: Don Alberione all’epoca del linguaggio “digitale”. In essa si cercherà di riconiugare e attualizzare la vocazione alla “docenza” che caratterizza il carisma paolino.

Al Convegno saranno presenti il Governo generale della Società San Paolo con i Superiori di Circoscrizione e i rispettivi invitati e – fino ad esaurimento dei posti – tutti coloro della Famiglia Paolina che sono interessati ad approfondire il pensiero del Fondatore.

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La fede radice di ogni bene

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La fede è la radice di ogni santificazione e di ogni apostolato

untitledA conclusione dell’Anno della fede (24 novembre 2013) e in preparazione alla festa liturgica del Beato Giacomo Alberione (26 novembre), è sembrato opportuno selezionare nove testi (da destinare a nove giorni di preparazione e di riflessione) dagli scritti del Fondatore sulla fede perché vengano utilizzati all’interno dei momenti di preghiera delle comunità: novena, liturgia delle ore, adorazione eucaristica. Inoltre, attraverso la preghiera per la canonizzazione del Fondatore sarà possibile consolidare la nostra fede e i legami di appartenenza alla mirabile Famiglia Paolina ed essere confermati nella ricerca di nuove vie di Apostolato per un efficace annuncio del Vangelo. Noi crediamo, ma certamente la nostra fede non è ancora perfetta. Occorre pensare che non sempre il Signore concede le grazie che gli chiediamo per la vita presente. Concede però sempre le grazie spirituali che noi chiediamo: o quelle o altre che egli vede più utili all’anima nostra. Le grazie materiali le concede solo in quanto vede che contribuiscono al bene della nostra anima. La fede ci fa vedere la vita nel suo giusto senso; ci fa credere nel Paradiso e ce ne mostra i mezzi: la preghiera, la buona vita, la corrispondenza alla nostra vocazione, l’adempimento della nostra missione.
La fede ci fa pensare in ordine all’eternità; ci fa trovare continui mezzi per tesoreggiare per la vita eterna; ci fa capire che cosa sia il sacerdozio, la dignità e i doveri: che cosa sia lo stato religioso, perché sia stato istituito e da chi fu istituito.
La fede! Essa riempie di letizia i nostri giorni, ancorché in questi noi incontriamo difficoltà, tentazioni, lusinghe.
La fede! Essa ci fa conoscere quanto siano misere le parole dei mondani e quanto invece sia preziosa la scienza del Vangelo. Occorre metterci davanti alle verità eterne, alla duplice eternità. Vivere di fede significa avere presenti queste grandi verità e ordinare tutta la vita al suo fine. (Pr 1p. 167)  Leggi tutto… 

 www.100anni.alberione.org

Corso Carisma

Carisma: Conclusione del Corso di Formazione sul Carisma 2012-2013
Scritto da P. Gabriel A. Rendón Medina, SSP

Don Sassi e Giovanna

Don Sassi e Giovanna

Dopo aver presentato alla Direzione Generale i propri elaborati finali  i partecipanti al Corso di Formazione sul Carisma della Famiglia Paolina 2012-13 hanno concluso il proprio percorso di studio il 31 maggio alle ore 9.30, nella sottocripta del Santuario Regina Apostolorum, con l’eucaristia presieduta dal Superiore generale della SSP don Silvio Sassi e concelebrata da numerosi sacerdoti paolini. Alla celebrazione hanno partecipato le Superiore generali, Sr. Antonietta Bruscato, fsp, e Sr. Marina Beretti, ap, e un folto gruppo  di consorelle e di confratelli della Famiglia Paolina. Alla fine, Sr. M. Celine Cuhna, pddm, a nome di Sr. M. Regina Cesarato, pddm, ha rivolto il saluto finale.
Dopo l’Eucaristia tutti si sono radunati per condividere un rinfresco e un caloroso  momento di saluti e auguri di buon ritorno alla propria circoscrizione tenendo presente  l’immagine di Maria nel giorno della Visitazione.
Il Corso di Carisma 2012-2013 ha concluso la prima tappa, adesso i 18 partecipanti hanno di fronte la  sfida di “ravvivare il dono ricevuto” nella missione che i loro superiori daranno a ciascuno.

dal Sito –  paulus.net

vedi anche. daitettinsu

CENTENARIO DELLA FAMIGLIA PAOLINA

II ANNO DI PREPARAZIONE AL CENTENARIO DELLA FAMIGLIA PAOLINA

20 Agosto 2012  San Bernardo, Abate e Dottore della Chiesa

Introduzione alla Celebrazione delle Lodi

“Il giorno di San Bernardo il 20 di Agosto di 1914 si apriva la Casa. Il disegno del Padre Celeste si è incarnato, confermato, diffuso, prendendo a mezzo le cose che non sono. Celebreremo con riconoscenza profonda questa data” (UCBS 8, 15 agosto 1924). È quanto afferma il Beato Alberione in ocasione del X° Anniversario della Fondazione Paolina: “San Bernardo aprì la porta e fa la sentinella”. E ne trova le immediate motivazioni apostoliche: … “Proprio sotto l’occhio del Santo Abate Dio faceva spuntare i religiosi della Buona Stampa… San Bernardo è il Dottore della vita religiosa: e gli operai della Buona Stampa debbono prima essere ricchi dello spirito religioso; San Bernardo è il santo, è il Dottore della Madonna, e Maria è la Madre di questa Casa; San Bernardo è colonna della Chiesa, Padre e Dottore, e la Buona Stampa è ministero ordinario della Chiesa. San Bernardo penetrò dello Spirito di Gesù Cristo tutta la vita del secolo e questa è la missione della Buona Stampa: Informare del santo Evangelo tutto l’uomo” San Bernardo fu percepito dal Beato Giacomo Alberione come faro di luce, ma anche “mente e cuore” del XII secolo: «Egli divenne nella mani del Signore come un fuoco ardente in mezzo ai suoi simile, un apostolo».
Con gratitudine e riconoscenza innalziamo a Dio il canto delle Lodi
Invitatorio:
Ant. Ti amerò, Signore, che sei la mia forza, il mio sostegno, il mio rifugio, il mio liberatore
Amo perché amo, amo per amare. Grande cosa è l’amore se si rifà al suo principio, se ricondotto alla sua origine, se riportato alla sua sorgente. Di là sempre prende alimento per continuare a scorrere.
L’amore è il solo tra tutti i moti dell’anima, tra i sentimenti e gli affetti, con cui la creatura possa corrispondere al Creatore, anche se non alla pari; l’unico con il quale possa contraccambiare il prossimo e, in questo caso, certo alla pari.
Quando Dio ama, altro non desidera che essere amato. Non per altro ama, se non per essere amato, sapendo che coloro che l’ameranno si beeranno di questo stesso amore. L’amore dello Sposo, anzi lo Sposo-amore cerca soltanto il ricambio dell’amore e la fedeltà. Sia perciò lecito all’amata di riamare. Perché la sposa, e la sposa dell’Amore non dovrebbe amare? Perché non dovrebbe essere amato l’Amore? Giustamente, rinunziando a tutti gli altri suoi affetti, attende tutta e solo all’Amore, ella che nel ricambiare l’amore mira a uguagliarlo. Si obietterà, però, che, anche se la sposa si sarà tutta trasformata nell’Amore, non potrà mai raggiungere il livello della fonte perenne dell’amore. E’ certo che non potranno mai essere equiparati l’amante e l’Amore, l’anima e il Verbo, la sposa e lo Sposo, il Creatore e la creatura. La sorgente, infatti, dà sempre molto più di quanto basti all’assetato.
Gloria al Padre
Introduzione alla Celebrazione dei Vespri
Al termine di questo giorno, riconoscenti al Signore per tutti i suoi benefici, ne invochiamo la benedizione perché il tempo di grazia che come Famiglia paolina ci viene donato accresca in tutti i suoi membri il desiderio e l’impegno di una conoscenza ed accoglienza sempre più viva e generosa del dono carismatico che ci è stato consegnato nella persona e nell’opera del Beato Giacomo Alberione e ci spinga ad essere nel mondo strumenti, docili ed efficaci, della salvezza del Signore. Ci guidi e ci sostenga il luminoso esempio e l’intercessione di San Bernardo.

da alberione.org