PER IL PASSATO, GRAZIE! PER IL FUTURO, AVANTI CON GIOIA!

Nella foto: don Alberione con un gruppo di Annunziatine negli anni 60.

 

ANNIVERSARIO

di Anna Maria Gustinelli – Imsa

L’istituto Maria Santissima Annunziata, fondato dal beato Giacomo Alberione nel 1958, celebra, in questo 2020, 60 anni di approvazione pontificia. Ripercorrendo questi 60 anni possiamo, raccontare la storia della misericordia divina per le tante grazie che il Signore ha concesso all’Istituto, nonostante le povertà e debolezze.

Guardando a questi anni sgorga spontanea la gratitudine verso coloro che hanno voluto e fatto crescere l’Istituto. Il primo grazie va al Signore che lo ha pensato da sempre e a don Alberione che, su ispirazione divina, lo ha fondato. Sappiamo come il Fondatore abbia fatto precedere le varie fondazioni da tempi prolungati di preghiera, così è stato anche per gli Istituti Aggregati, nati come frutto dell’anno dedicato a S.Paolo (25-1- 1957; 25-1- 1958). Don Alberione, dopo queste Fondazioni, ripeteva spesso: “Ora la Famiglia Paolina è al completo”
Un grazie grande va a don Gabriele Amorth che  dal 1959 ha guidato l’Istituto con grande dedizione per 17 anni, assieme a suor Felicina Luci FSP. Sono stati loro che hanno dato la struttura al nuovo Istituto, iniziando i Gruppi, le giornate di ritiro, i corsi di esercizi spirituali, i convegni nazionali, struttura che, a parte alcune modifiche, è ancora quella attuale.
Un grazie altrettanto grande va agli altri delegati: don Tarcisio Righettini ( 1976-1992); don Antonio Castelli ( 1993-2005); don Vito Spagnolo (2005-2017) e don Gino Valeretto attualmente in carica.
Ogni delegato ha contribuito a far crescere l’Istituto coltivando la vita spirituale e la formazione secondo le Quattro ruote del carro paolino e curando molto l’apostolato vocazionale. Ognuno ha dato quell’apporto illuminato e utile all’Istituto nel momento storico in cui è stato in carica.
Abbiamo toccato con mano quanto potente sia la grazia di stato, che investe e accompagna i delegati durante il loro ministero.
Nel corso degli anni l’Istituto è cresciuto e si è fortificato, attualmente è in quasi tutte le regioni d’Italia e in 17 paesi del mondo, per un totale di circa 600 Annunziatine.
Le sorelle anziane sono molte e negli ultimi anni le dipartite al cielo sono aumentate, ma ringraziamo il Signore perchè, quasi ogni anno, una o più ragazze hanno scelto di vivere la nostra vocazione.
Il bilancio di questi 60 anni è certo positivo. Tanti sono stati i doni e le grazie del Signore, mi limito a ricordare alcune. Tutto il bene seminato dalle Annunziatine nei loro ambienti di lavoro, nelle parrocchie e diocesi, nell’apostolato tipico paolino. La presa di coscienza, sempre più profonda, della bellezza della nostra vocazione-missione e della sua attualità nella società e nella Chiesa. E’ bello ricordare la volontà delle Annunziatine, emersa nel Referendum e nelle Consultazioni avvenute durante i mandati di don Amorth e di don Righettini, di rimanere aggregate alla SSP, consapevoli che l’Aggregazione è “un particolare dono di Dio” , come recita lo Statuto al n. 27. Ringraziamo il Signore per il 50° di fondazione, con la missione di una settimana a Montalbano Jonico (Matera), organizzata dall’Istituto.
Non possiamo, inoltre, non ricordare con gioia  e gratitudine il miracolo, fatto all’annunziatina Maria Librada Gonzales Rodiguez di Guadalajara (Messico), che ha portato il Fondatore alla beatificazione.
L’ultima grande grazia che il Signore ci ha concesso l’8 gennaio scorso, proprio in questo anno commemorativo, è stata l’apertura nella Cattedrale di Brindisi del processo di canonizzazione di Antonietta Guadalupi, nostra cara sorella, salita al cielo il 30 luglio 2001.
Questi anni che segnano la nostra storia sono ora nel cuore di Dio e noi siamo il frutto di questi anni.
Non possiamo dire che un profondo grazie! Ora, avanti con gioia protese verso il futuro!

La nostra vocazione è bella, attuale ma non facile! Il Fondatore ci ha chiamate Annunziatine e ci ha consegnate al Cuore della Vergine Annunziata per vivere in Lei e con Lei la nostra vocazione-missione:”Dare Gesù Maestro Via, Verità e Vita come ha fatto Maria” (Alberione) ed essere come un prolungamento del suo “SI” nel mondo e nella Chiesa. E’ grande questa nostra missione, impossibile viverla se non siamo fortemente radicate in Dio e nel suo amore.
Consacrate nel mondo viviamo la vita della gente, condividiamo con loro tutto: il bello, le fatiche, le contraddizioni, la precarietà, il ritmo frenetico che spesso disumanizza. Respiriamo il clima e la mentalità di questo nostro mondo che ha scelto di fare a meno di Dio, in cui l’uomo è il dio di sè stesso e del suo vivere.
Tutto è frenetico oggi! Si corre, si deve correre! Questo porta a vivere nella supercficialità, nella dispersione e spesso nella solitudine interiore per la fatica a costruire relazioni stabili di vera comunione in famiglia, nel lavoro, tra amici. Il rischio di lasciarci coinvolgere dalla mentalità e dal modo di vivere della società, in cui siamo pienamente immerse, è forte, con il pericolo di non essere più incisive e capaci di “dare” Gesù.
Il Fondatore ci ha ripetuto più volte: ” Siete nel mondo ma non del mondo”.
Quanto è difficile essere libere dal mondo! Ed è proprio in questa nostra società, che fa di tutto per togliere i segni cristiani, fino ad arrivare a comportamenti ostili persino persecutori verso chi crede, il Signore ci ha scelte e chiamate per portare Lui, la sua presenza e il suo amore. Questo è possibile solo se Gesù è la VITA della nostra vita e noi siamo una cosa sola con lui. Per vivere così è necessario fare, ogni giorno, tanta pulizia in noi e attorno a noi, togliendo ciò che impedisce a Cristo Gesù di essere il Signore, il tutto del nostro vivere. Ci vogliono spazi precisi, costanti, dedicati alla preghiera, all’ascolto, all’intima unione con Lui, solo così egli può vivere in noi e, attraverso noi, risvegliare nei cuori la nostalgia di Dio, della sua pace, del suo amore. Oggi ” fare la carità della verità” è lasciar vedere e agire Gesù; Lui ” la più grande ricchezza che si può dare a questo mondo povero e orgoglioso” (Alberione)

Il Delegato IMSA attuale, don Gino Valeretto, l’Annunziatina miracolata,Maria Librada Gonzales Rodriguez e Sr. Felicina Luci fsp.

La grande sfida, per noi Annunziatine, per la Famiglia Paolina, per la Chiesa tutta, in questo nostro tempo, è riportare Cristo Gesù al centro e prima di tutto nella nostra vita. Viverlo, per poterlo donare: questo è il nostro Carisma! Lo ha ribadito con forza il Superiore Generale don Valdir Josè De Castro, il 4 gennaio scorso al nostro Convegno Nazionale, quando durante l’omelia ha detto: ” Il primo obiettivo della Famiglia Paolina non è l’evangelizzazione, ma vivere Gesù” , se Gesù vive in noi la nostra vita diventa la prima comunicazione della sua luce e del suo amore. Inoltre, anticipandoci il tema del prossimo Capitolo Generale della SSP, ha detto:
” Non sappiamo dove ci porta questo mondo. Viviamo un cambio di epoca, di mentalità ma non del carisma. Lasciamoci rinnovare nel nostro modo di pensare restando saldi, radicati alle radici. Cambiamo la nostra mente alla luce del Vangelo e dell’Eucaristia”.
A conclusione dell’incontro ci ha lanciato una sfida. “Lasciatevi rinnovare per essere vere Annunziatine, oggi, nel nostro mondo! Artigiane di comunione!”
Queste parole mi hanno fatto riflettere molto. Lasciarsi rinnovare è molto diverso dal rinnovarsi.
“Lasciarsi” è cedere il posto, è consegnare il timone della propria vita a Colui che può farci nuovi, vuoti di noi stessi, in modo che Lui possa vivere in noi. ” Artigiane di comunione”. La comunione è fondersi, l’apice dell’amore! L’artigiano, figura quasi sparita a causa della grande industria, non lavora in serie, crea in modo originale, irripetibile.
Chi più di una madre può essere artigiana di comunione? Maria, la Madre dell’Amore, faccia di noi tante piccole artigiane di comunione che, con cuore innamorato, diffondono l’amore di Gesù.

(Da Coop.Paolino n.3 2020)