Siate Perfetti

Siate Perfetti

 

 

Circolare mensile IMSA

CON GLI OCCHI DELLA FEDE

Carissime,

sono ormai trascorsi dieci lustri da quando il Primo Maestro ha lasciato questa valle di lacrime, a cui noi siamo ostinatamente attaccati. È tempo di ricordarlo come il nostro padre già Beato e di pregare Dio affinché lo possiamo presto celebrare Santo con tutta la Chiesa.

Il mese di novembre inizia con la solennità di Tutti i Santi e termina con l’inizio del tempo di Avvento, e noi paolini il 26 festeggiamo la nascita al Cielo del beato Alberione.

Ora il Fondatore è in Cielo, assieme agli altri componenti della Famiglia Paolina, e celebra la Gloria di Dio che nella sua immensa misericordia desidera che tutti gli uomini siano salvi, per questo il beato Alberione non ha concluso la sua missione.

Con la sua dipartita è stato tolto alla nostra vista, ma con gli occhi della fede sappiamo che, con la sua iscrizione come Beato nel calendario della liturgia Cattolica, ci è stato ridonato. Non ha concluso la missione che aveva ricevuto quì sulla terra, ma ora in piena comunione con Dio la continua dal Cielo: ora è più attivo e più efficace di quando era presente ai nostri occhi.

La Liturgia ci insegna a considerare i santi come vivi e non come morti, invisibili ma non lontani, strappati dai nostri sensi ma non dal loro affetto. Essi dal Paradiso continuano a venire in soccorso alle nostre necessità.

Dobbiamo guardare con gli occhi della fede. I santi non sono ridotti al silenzio, ma partecipano in pienezza della Vita eterna, perché sono totalmente unificati in Cristo che è la vera Vita.

Padre per sempre

Il Primo Maestro era e rimarrà il “padre” di tutti i Paolini e non smetterà mai di assisterci dal Cielo.

Un Fondatore rimane “padre” per sempre dei suoi amati figli (anche quando questi lo trascurano). Per questo anche oggi san Benedetto rimane padre per i monaci che seguono la sua Regola; san Francesco continua a illuminare e ispirare tutti i francescani e tutte le francescane lungo i secoli; sant’Ignazio di Loyola e il suo carisma rimane imprescindibile per i gesuiti di ieri di oggi e di domani…

Così anche per noi il Primo Maestro non va mai declinato al passato, ma al presente. Noi suoi figli, dobbiamo imitarlo per poter essere Alberione vivo oggi, così come lui ha cercato di attualizzare nei suoi giorni terreni lo spirito di san Paolo.

Alla morte di un Fondatore i suoi discepoli sempre subiscono un sussulto di smarrimento ed una contrazione alla realtà. È normale che si sentano smarriti: non vedono, non sentono, non ricevono più le indicazioni del loro padre fondatore come mediatore del dono dello Spirito. È ovvia anche la contrazione alla realtà: bisogna che qualcun altro qui sulla terra prenda le redini dell’Istituto per continuare la missione, ma continuando sulla via che è stata insegnata che è insieme terrena e spirituale.

La vera tentazione arriva quando si pensa e ci si comporta concretamente come se ormai dobbiamo fare senza del fondatore: ora facciamo noi!

Questo indicherebbe che non è più mediatore del carisma specifico ricevuto dallo Spirito. È vero che finisce la fase storica fondazionale, ma non il ruolo del Fondatore. La Chiesa di Cristo in ogni sua parte riflette non solo la dimensione umana ma anche l’unione con la realtà soprannaturale, per questo anche i nostri fratelli in Cielo sono vivi e attivi in Cristo in comunione con noi.

Quello che diciamo per la dimensione liturgica vale anche per quella ecclesiale quotidiana. Ma ci vuole fede. Quando la fede viene meno si inizia a fare diversamente e talvolta anche in contraddizione con il disegno celeste. Così, per fare un esempio, Istituti nati per istruire i più poveri finiscono per diventare scuole di élite, realtà nate per assistere i più miserabili divengono strutture di eccellenza sociale. Socialmente integrate nella società, ma poco unite rispetto al disegno divino. Così non ci si fida più della Provvidenza ma solo delle abilità umane.

Ardere dello stesso fuoco

A cinquant’anni dalla morte del nostro caro Primo Maestro occorre fare un bell’esame di coscienza. Se per caso anche noi siamo caduti in questa tentazione, o forse il nostro modo di pensare va in questa direzione. Ogni qualvolta si afferma che ormai è finito tutto, che il Fondatore si rivolta nella tomba, significa che si pensa in questo modo.

Certo il tempo è passato, ma il dono dello Spirito, il carisma è come un fuoco che rimane uguale pur infiammando materiali differenti. Non è il fuoco che cambia ma la materia che ora lo alimenta. Non è il dono di Dio che cambia ma esso si manifesta in modo differente oggi rispetto a ieri. Se mettiamo sul fuoco paglia, foglie, piuttosto che legna di olivo, di vite o di rovere, il fuoco arde in modo diverso, addirittura profuma in modo differente, ma è sempre fuoco.

Nel fare il nostro esame di coscienza dovremmo anche chiederci che tipo di legna siamo. Della legna posta nel fuoco non rimane che cenere. Certo, ma se guardiamo solo la cenere e dimentichiamo il fuoco ed il profumo che ne è uscito fuori, dimentichiamo la parte maggiore.

La nostra vita deve ardere dello stesso fuoco che don Alberione ci ha insegnato. Sappiamo che rimarrà solo cenere delle nostre opere, ma intanto occorre che del nostro povero fuocherello almeno qualche anima si possa riscaldare e venga attratta dal buon odore di Cristo in noi. Da quì vengono le vocazioni.

Non dobbiamo scoraggiarci se il nostro fuoco è piccolo, forse serve per far ardere altri dopo di noi con più forza. Per accendere un altro fuoco si prendono dei legni piccoli e di poco valore, oppure delle braci, ma da quel poco riparte un grande fuoco. Molti di noi si sentono come un fuocherello da poco, ma dovremmo pensare che dalla nostra piccola fiamma può ripartire un grande incendio.

La Mamma Celeste, a cui il Primo Maestro si è sempre affidato, provvederà a ravvivare il nostro misero fuocherello e non permetterà che si spenga. Fiduciosi di questo ci affidiamo al nostro padre Fondatore perché insista presso la Regina degli Apostoli che arrivino nuove e sante vocazioni che ardano di quella stessa fiamma con cui don Alberione infiammava i suoi figli, ed ora dal Cielo continua a trasmettere.

Don Gino

 

Nuovo Cantico

ignore Dio, benedetto sii per nostra sorella stampa che è pane dell’intelligenza e luce dell’anima. Ti preghiamo, Signore per tutti i giornalisti del mondo i disegnatori di fumetti, i pittori di cartelloni pubblicitari. Illumina con la luce tua chi scrive e chi diffonde, chi stampa e chi legge: umili servitori siano della verità nell’amore.

ode a te, Signore per nostro fratello cinema. Nel suo dinamico narrare intensamente agisce sull’uomo: ha in sé la forza e il fascino del teatro e della fotografia, della stampa e della parola viva, della musica e della pittura. Guida, Signore, registi e produttori, attori e spettatori verso ciò che è vero e buono che canta la vita e costruisce l’uomo.

ignore Dio, benedetto sii per nostra sorella radio che cammina sulle ali del vento e tanto piccola fa la terra. Ti preghiamo, Signore, per le radio trasmittenti grandi e piccole. Questa creatura dell’ingegno umano utilizzata sia per fare gli uomini liberi e fratelli.

ode a te, Signore, per la televisione. Questa cattedra che si pone nel cuore d’ogni casa non turbi, ma alimenti l’armonia della famiglia, prepari uomini nuovi per un mondo nuovo fondato sul tuo vangelo.

 

ignore Dio, benedetto sii per la telematica e per Internet, rete delle reti, Piazza Grande del pianeta, casa della conoscenza. Ti preghiamo, Signore, che diventi e resti il Sito dove razza e credo, colore e sesso, risorse e culture non dividano l’uno dall’altro, ma gente interagisca con gente in una sola comunità estesa al mondo.

ode a te, Signore nostro Dio, per il progresso della tecnologia Lode a te per tutti gli strumenti della comunicazione che ieri, oggi e domani, poni nelle nostre mani a servizio dell’uomo e del Regno tuo. Amen! Alleluia!      Power Point  – pdf

 

(Nuovo cantico delle creature nell’intuizione di don Alberione) 

Coroncine

CORONCINE SETTIMANALI

DOMENICA: A GESU’ MAESTRO
Nella disposizione delle coroncine adottiamo l’ordine della liturgia, secondo la quale – d’accordo con una consuetudine che risale all’epoca apostolica – la settimana inizia con la domenica.

1. Gesù, Maestro divino, ti adoriamo come verbo incarnato, mandato dal Padre per ammaestrare gli uomini nelle verità che dànno la vita. Tu sei la Verità increata, l’unico Maestro; tu solo hai parole di vita eterna. Ti ringraziamo per aver acceso in noi il lume della ragione e il lume della fede e averci chiamati al lume della gloria. Noi crediamo, sottomettendo tutta la nostra mente a te ed alla Chiesa, e condanniamo quanto la Chiesa condanna. Maestro, mostraci i tesori della tua sapienza, facci conoscere il Padre, rendici veri tuoi discepoli. Accresci la nostra fede perché possiamo pervenire all’eterna visione in cielo.

O Gesù Maestro, Via Verità e Vita: abbi pietà di noi.

2. Gesù, Maestro divino, ti adoriamo come il Diletto del Padre, Via unica per andare a lui. Ti ringraziamo perché ti sei fatto nostro modello; hai lasciato esempi della più alta perfezione; hai invitato gli uomini a seguirti sulla terra ed in cielo. Noi ti contempliamo nei vari tratti della vita terrena; ci mettiamo docilmente alla tua scuola e condanniamo ogni morale diversa dalla tua. Attraici a te, perché camminando sulle tue orme e rinunciando a noi stessi, cerchiamo unicamente la tua volontà. Accresci in noi la speranza operosa e il desiderio di essere trovati nel giudizio simili a te e possederti per sempre in cielo.

O Gesù Maestro, Via Verità e Vita: abbi pietà di noi.

3. Gesù, Maestro divino, ti adoriamo come l’Unigenito di Dio, venuto al mondo per dare agli uomini la Vita, e la Vita più abbondante. Ti ringraziamo perché morendo sulla croce ci hai meritato la vita, che ci comunichi nel battesimo e nutri nell’Eucarestia e negli altri sacramenti. Vivi in noi, o Gesù, con l’effusione dello Spirito Santo, onde possiamo amarti con tutta la mente, tutte le forze, tutto il cuore; e amare il prossimo come noi stessi per amor tuo. Accresci in noi la carità, perché un giorno richiamati dal sepolcro alla vita gloriosa, siamo a te uniti nel gaudio eterno del cielo.

O Gesù Maestro, Via Verità e Vita: abbi pietà di noi.

4. Gesù, Maestro divino, ti adoriamo vivente nella Chiesa, tuo corpo mistico e nostra unica arca di salvezza. Ti ringraziamo di averci dato questa Madre infallibile e indefettibile, nella quale tu continui ad essere per gli uomini Via, Verità e Vita. Ti supplichiamo perché tutti gli infedeli vengano alla sua luce inestinguibile, gli erranti ritornino ad essa, e tutto il genere umano sia unito nella fede, nella comune speranza, nella carità. Esalta la Chiesa, assisti il Papa, santifica i sacerdoti e le anime a te consacrate. Signore Gesù, il nostro sospiro è il tuo: si faccia un solo ovile sotto un solo pastore perché tutti possiamo riunirci nella Chiesa trionfante in cielo.

O Gesù Maestro, Via Verità e Vita: abbi pietà di noi.

5. Gesù, Maestro divino, ti adoriamo con gli angeli che cantarono i motivi della tua incarnazione: « Gloria a Dio e pace agli uomini ». Ti ringraziamo di averci chiamati a partecipare al medesimo tuo apostolato. Accendi in noi la tua stessa fiamma dello zelo per Dio e per le anime. Riempi di te tutto il nostro essere: vivi in noi perché ti irradiamo con l’apostolato della preghiera e della sofferenza, delle edizioni e della parola, dell’esempio e delle opere. Manda buoni operai alla tua messe; illumina i predicatori, i maestri, gli scrittori; effondi in essi lo Spirito Santo; disponi le menti ed i cuori ad accoglierlo. Vieni, Maestro e Signore! Insegna e regna, per Maria, Madre, Maestra e Regina.

O Gesù Maestro, Via Verità e Vita: abbi pietà di noi.

LUNEDI’ A SAN PAOLO APOSTOLO
Nel primo lunedì ci accostiamo a san Paolo per conoscerlo e pregarlo, per ottenere e formare buone vocazioni,
per chiedere lo spirito di apostolato per noi e per i Cooperatori.

1. Ti ringrazio, o Gesù, per la grande misericordia concessa a san Paolo nel mutarlo da fiero persecutore in ardente apostolo della Chiesa. E tu, o grande santo, ottienimi un cuore docile alla grazia, la conversione dal mio difetto principale e una piena configurazione a Gesù Cristo.

San Paolo apostolo: prega per noi.

2. Ti ringrazio, o Gesù, per aver eletto l’apostolo Paolo a modello e predicatore della santa verginità. E tu, o San Paolo, caro mio padre, custodisci la mia mente, il mio cuore, i miei sensi, perché possa conoscere, amare, servire soltanto Gesù, e consacrare alla sua gloria tutte le mie forze.

San Paolo apostolo: prega per noi.

3. Ti ringrazio, o Gesù, per aver dato, per mezzo di San Paolo, esempi ed insegnamenti di perfetta obbedienza. E tu, o grande santo, ottienimi umile docilità a tutti i miei superiori, sicuro che nell’obbedienza troverò la vittoria contro i miei nemici.

San Paolo apostolo: prega per noi.

4. Ti ringrazio, o Gesù, per avermi insegnato, con le opere e con le parole di san Paolo, il vero spirito di povertà. E tu, o grande santo, otiienimi lo spirito evangelico della povertà, affinché, dopo averti imitato in vita, possa esserti compagno nella gloria in cielo.

San Paolo apostolo: prega per noi.

5. Ti ringrazio, o Gesù per aver dato a san Paolo un cuore pieno di amore a Dio e alla Chiesa, e di aver salvato per il suo zelo tante anime. E tu, o nostro amico, ottienimi vivo desiderio di esercitare l’apostolato della comunicazione sociale, della preghiera, dell’esempio, delle opere e della parola, perché possa meritare il premio promesso ai buoni apostoli.

San Paolo apostolo: prega per noi.

Ai santi apostoli Pietro e Paolo

1. Ti benedico, o Gesù buon Pastore, perché ti sei formato in Pietro e Paolo i due massimi pastori della Chiesa ed hai salvato per il loro ministero innumerevoli fratelli. E voi, o santi apostoli, intercedete per me il dono della conversione e un grande amore alla mia vocazione.
O santi apostoli Pietro e Paolo, pregate per noi e per la Chiesa di Gesù Cristo.

2. Ti benedico, o Gesù buon Pastore, che hai dato a Pietro e Paolo un grande amore a Dio e agli uomini. E voi, o santi apostoli, ottenetemi da Gesù e da Maria un cuore verginale e la grazia di consacrare al Signore tutte le mie forze.
O santi apostoli Pietro e Paolo, pregate per noi e per la Chiesa di Gesù Cristo.

3. Ti benedico, o Gesù buon Pastore, perché hai eletto i santi Pietro e Paolo predicatori e modelli di povertà. E voi, o nostri potenti protettori, otteneteci da Gesù e da Maria l’amore alla povertà perché possiamo ereditare i beni del cielo.
O santi apostoli Pietro e Paolo, pregate per noi e per la Chiesa di Gesù Cristo.

 4. Ti benedico, o Gesù buon Pastore, perché pasci e guidi il tuo popolo per mezzo di coloro che ti rappresentano. E voi, o santi apostoli Pietro e Paolo, ottenetemi lo spirito di obbedienza, sicura che per essa giungerò alla salvezza.
O santi apostoli Pietro e Paolo, pregate per noi e per la Chiesa di Gesù Cristo.

5. Ti benedico, o Gesù buon Pastore, che hai coronato la vita dei santi apostoli con glorioso martirio. E voi, o nostri custodi, ottenetemi la grazia di esercitare l’apostolato della preghiera, del buon esempio, della sofferenza e dell’azione pastorale e di raggiungere il premio preparato ai buoni apostoli.
O santi apostoli Pietro e Paolo, pregate per noi e per la Chiesa di Gesù Cristo.

MARTEDI’ alle anime del purgatorio
Il primo martedì è dedicato alle anime del purgatorio per recare a loro suffragio e per evitare a noi le pene del purgatorio.

1. O Signore, mio creatore e redentore, io credo che nella tua giustizia e misericordia hai disposto il purgatorio per le anime che passano all’eternità prima di aver soddisfatto del tutto i debiti di colpa o di pena. E credo che nella tua misericordia accetti i suffragi, specialmente il sacrificio della Messa, per loro sollievo e liberazione. Ravviva in me la fede e infondimi sentimenti di pietà verso questi cari fratelli dolenti.

L’eterno riposo…

2. O Signore, Gesù Cristo, re della gloria, per l’intercessione di Maria e di tutti i santi, libera dalle pene del purgatorio le anime dei fedeli defunti. E tu, o san Michele, principe della milizia celeste, guidale nella luce santa promessa dal Signore ad Abramo e alla sua discendenza. Ti offro, o Signore, sacrifici e preghiere di lode; tu accettali per quelle anime, e ammettile alla luce e alla gioia eterna.

L’eterno riposo…

3. O Gesù, Maestro buono, ti supplico per le anime verso le quali ho più stretti doveri di riconoscenza, giustizia, carità, parentela: i genitori, i benefattori spirituali e corporali, i congiunti. Ti raccomando le persone che sulla terra hanno avuto maggiori responsabilità: i sacerdoti, i governanti, i superiori, i religiosi. Ti prego ancora per le anime dimenticate e per le più devote di Gesù Maestro, della Regina degli Apostoli, di san Paolo apostolo. Degnati di chiamarle presto alla celeste beatitudine.

L’eterno riposo…

4. Ti ringrazio, o Gesù, Maestro divino, disceso dal cielo a sollevare l’uomo da tanti mali con la tua dottrina, santità e morte. Ti supplico per le anime che si trovano in purgatorio a causa della stampa, del cinema, della radio e televisione. Confido che queste anime, una volta liberate dalle loro pene e ammesse all’eterno gaudio, ti preghino e supplichino per il mondo moderno, affinché i tanti beni, che ci hai elargiti per l’elevazione della vita presente, siano pure adoperati per l’apostolato e la vita eterna.

L’eterno riposo…

5. O Gesù misericordioso, per la tua dolorosa passione e per l’amore che mi porti, ti prego , ti perdonarmi le pene meritate per questa o l’altra vita con i miei molti peccati. Concedimi spirito di penitenza, delicatezza di coscienza, odio a ogni venialità deliberata e le disposizioni necessarie per l’acquisto delle indulgenze. Io m’impegno a suffragare le anime purganti in quanto posso; e tu, Bontà infinita, infondimi un fervore sempre più vivo perché l’anima mia, sciolta dai vincoli del corpo, sia ammessa a contemplarti per sempre in cielo.

L’eterno riposo…

ATTO EROICO DI CARITÀ

O mio Dio, per la tua maggior gloria, in unione ai meriti di Gesù e di Maria,
io ti offro e cedo per le anime del purgatorio la parte soddisfatoria di tutto il bene che farò,
e tutti i suffragi che riceverò dopo la mia morte.
Disponi tutto secondo la tua divina volontà.

MERCOLEDI’ a San Giuseppe
Il primo mercoledì è dedicato a san Giuseppe, con tre fini: protezione sopra la Chiesa universale; assistenza su ciascuno di noi e una buona morte per tutti gli agonizzanti del mese; la divina Provvidenza in tutti i bisogni.

1. O san Giuseppe, fedele cooperatore nella nostra redenzione, abbi pietà della povera umanità ancora avvolta in tanti errori, vizi e superstizioni. Tu fosti docile strumento nelle mani del Padre celeste a disporre tutto per la nascita, la fanciullezza di Gesù e la preparazione della Vittima, del Sacerdote, del Maestro divino agli uomini. O santo docilissimo al volere di Dio, ottienici zelo per le vocazioni e la loro formazione. Per noi ti chiediamo generosa e costante corrispondenza al prezioso dono della chiamata di Dio.

San Giuseppe, prega per noi.

2. O san Giuseppe, modello di ogni virtù, ottienici il tuo spirito interiore. Nel silenzio amoroso ed operoso, nella pratica di tutte le prescrizioni religiose e sociali, nella docilità a tutto il volere di Dio, hai raggiunto un altissimo grado di santità e di gloria celeste. Ottienici aumento di fede, speranza e carità; larga infusione delle virtù cardinali; abbondanza dei doni dello Spirito Santo.

San Giuseppe, prega per noi.

3. O san Giuseppe, ti veneriamo come il modello dei lavoratori, l’amico dei poveri, il consolatore dei sofferenti ed emigrati, il santo della Provvidenza. Sopra la terra hai rappresentato la bontà e la premura universale del Padre celeste. Fosti il fabbro di Nazaret e maestro di lavoro al Figlio di Dio, fattosi umile lavoratore per noi. Soccorri con le tue preghiere quanti faticano nel lavoro intellettuale, morale e materiale. Alle nazioni ottieni una legislazione conforme al Vangelo, lo spirito di carità cristiana, un ordinamento conforme a giustizia e pace.

San Giuseppe, prega per noi.

4. O san Giuseppe, padre putativo di Gesù, benedico il Signore per le intime tue comunicazioni con lui durante la sua infanzia e giovinezza a Betlemme, in Egitto, a Nazaret. Lo hai paternamente amato e sei stato filialmente riamato. La tua fede ti faceva adorare in lui il Figlio di Dio incarnato, mentre egli ti ubbidiva, ti serviva, ti ascoltava. Avevi con lui soavi conversazioni, comunanza di lavoro, grandi pene e dolcissime consolazioni. Ottienimi la grazia di mai offendere e perdere Gesù col peccato. Prega per me che possa sempre comunicarmi e confessarmi bene, arrivare a una grande intimità e a un amore tenero e forte verso Gesù, sopra la terra, , ed a possederlo per sempre in cielo.

San Giuseppe, prega per noi.

5. O san Giuseppe, sposo purissimo di Maria, umilmente ti preghiamo di ottenerci una vera devozione alla nostra tenera Madre, Maestra e Regina. Per divina volontà, la tua missione fu asociata a quella di Maria. Con Maria dividesti pene e gioie; con lei vi fu una santa emulazione di virtù, di lavoro e di meriti; unione di mente e di cuore. O san Giuseppe, prega per i padri e le madri di famiglia. Ottienici la grazia di conoscere la santissima Vergine Maria, di imitarla, amarla e pregarla sempre. Attira tante anime al suo cuore materno.

San Giuseppe, prega per noi.

6. O san Giuseppe, protettore degli agonizzanti, ti supplichiamo per tutti i morenti, e per la tua assistenza nell’ora della nostra morte. Tu meritasti un transito felice con una santa vita e nelle tue ultime ore avesti l’ineffabile consolazione dell’assistenza di Gesù e Maria. Liberaci dalla morte improvvisa; concedici la grazia di imitarti in vita, di distaccare il cuore da ogni cosa mondana e raccogliere ogni giorno tesori per il momento della morte. Fa’ che allora possiamo ricevere bene i sacramenti degli infermi e con Maria ispiraci sentimenti di fede, speranza, carità e dolore dei peccati, perché spiri in pace l’anima nostra.

San Giuseppe, prega per noi.

7. O san Giuseppe, protettore della Chiesa universale, volgi benigno lo sguardo sopra il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti, i religiosi, i cristiani; prega per la santificazione di tutti. La Chiesa è frutto del sangue di Gesù, tuo Figlio putativo. Affidiamo a te le nostre suppliche per l’estensione, la libertà, l’esaltazione della Chiesa. Difendila dagli errori, dal male e dalle forze dell’inferno come un giorno salvasti l’insidiata vita di Gesù dalle mani di Erode. Si avveri il sospiro di Gesù: un solo ovile sotto un solo pastore.

San Giuseppe, prega per noi.

GIOVEDI’ : all’Angelo custode
Il primo giovedì è dedicato all’angelo custode: per conoscerlo; per essere liberati dalle suggestioni del demonio
nei pericoli spirituali e materiali; per seguirlo nella sua premurosa cura per condurci con lui in cielo.

1. Padre celeste, ringrazio la tua infinita bontà per avermi affidato, fin dal momento in cui l’anima mia è uscita dalle tue mani creatrici, ad un angelo affinché mi illumini, custodisca, regga e governi. E ringrazio anche te, mio angelo custode, che mi accompagni ogni giorno nel viaggio di ritorno al Padre celeste. Le tue sante ispirazioni, la continua difesa dai pericoli spirituali e corporali, le tue potenti preghiere presso il Signore sono per me un grande conforto e sicura speranza.

Angelo di Dio che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidato dalla Pietà Celeste. Amen

2. Angelo mio custode, tu che sempre contempli il Signore e che mi vuoi tuo concittadino in cielo, ti prego di ottenermi dal Signore perdono perché tante volte sono stato sordo ai tuoi consigli, ho peccato alla tua presenza, tanto poco mi ricordo che sempre mi sei vicino.

Angelo di Dio…

3. Angelo mio custode, fedele e forte in virtù, tu sei uno degli angeli che in cielo, guidati da san Michele, vinsero satana e i suoi seguaci. La lotta di un giorno in cielo continua ora sopra la terra: il principe del male e i suoi seguaci sono contro Gesù Cristo, e insidiano le anime.
Prega l’immacolata Regina degli Apostoli per la Chiesa, la città di Dio che combatte contro la città di satana. O san Michele arcangelo, difendici con tutti i tuoi seguaci nella lotta; sii nostra forza contro la malizia e le insidie del demonio. Che il Signore lo soggioghi! E tu, principe della corte celeste, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che percorrono il mondo per la perdizione delle anime.

Angelo di Dio…

4. O angeli del Paradiso, custodite scrittori, tecnici e propagandisti delle tecniche audiovisive e tutti coloro che le usano. Difendeteli dal male, guidateli nella verità, ottenete loro la vera carità. Chiedete al Signore, per l’apostolato di queste tecniche, le vocazioni necessarie e accompagnatele nella loro delicata missione. Ispirate a tutti di contribuire con l’azione, la preghiera e le offerte all’apostolato della comunicazione sociale. Illuminate, custodite, reggete e governate il mondo delle tecniche audiovisive, perché serva ad elevare il livello della vita presente e a orientare l’umanità verso i beni eterni.

Angelo di Dio…

5. O angeli tutti del Signore, voi siete chiamati a fare nobile corte, dare lode e benedire incessantemente l’augusta Trinità, a riparare alle nostre dimenticanze. Siete i veri amatori di Dio e delle anime e continuate il canto: « gloria a Dio nel cielo altissimo e pace in terra agli uomini di buona volontà ». Vi supplichiamo per l’umanità intera perché conosca il vero e solo Dio, il Figlio da lui inviato e la Chiesa, colonna di verità. Pregate perché sia santificato il nome di Dio, venga il regno di Gesù Cristo e si compia la sua volontà, come in cielo così in terra. Stendete la vostra protezione sopra i governanti, i lavoratori, i sofferenti; ottenete benedizioni e salvezza a tutti quelli che cercano la verità, la giustizia e la pace.

Angelo di Dio…

VENERDI’: al Sacro Cuore di Gesù
Il primo venerdì è dedicato al cuore di Gesù per conoscere, stimare e corrispondere ai suoi grandi doni: il Vangelo, l’Eucaristia, la Chiesa, il Sacerdozio, lo Stato Religioso, Maria santissima, la stessa sua vita.

O Gesù, nostro Maestro io indegno peccatore, prostrato innanzi a te, adoro il tuo cuore, che tanto ha amato gli uomini e nulla ha risparmiato per essi. Io credo al tuo amore infinito per noi. Ti ringrazio dei grandi doni che per amore facesti agli uomini, specialmente: il Vangelo, la Eucaristia la Chiesa, il Sacerdozio, lo Stato Religioso, Maria come madre, la tua stessa vita.

1. O Gesù, Maestro divino, ringrazio e benedico il tuo cuore generosissimo per il grande dono del Vangelo. Tu hai detto: « sono stato mandato a evangelizzare i poveri ». Le tue parole portano la vita eterna. Nel Vangelo hai svelato misteri divini, insegnato la via di Dio con veracità, offerto i mezzi di salvezza. Concedimi la grazia di custodire il tuo Vangelo con venerazione, di ascoltarlo e leggerlo secondo lo spirito della Chiesa e diffonderlo con l’amore con cui tu lo hai predicato. Che esso sia conosciuto, onorato, accolto da tutti! Che il mondo conformi ad esso la vita, le leggi, i costumi, le dottrine! Che il fuoco da te portato sopra la terra tutti accenda, illumini, riscaldi.

Dolce cuore del mio Gesù, fa’ ch’io t’ami sempre più.

2. O Gesù, Maestro divino, ringrazio e benedico il tuo cuore amorosissimo per il gran dono dell’Eucarestia. Il tuo amore ti fa dimorare nel santo tabernacolo, rinnovare la tua passione nella Messa, darti in cibo alle nostre anime nella Comunione. Che io ti conosca, o Dio nascosto! Che io attinga acque salutari alla fonte del tuo cuore! Concedimi di visitarti ogni giorno in questo sacramento; di comprendere e partecipare attivamente alla santa Messa; di comunicarmi spesso e con le dovute disposizioni.

Dolce cuore…

3. O Gesù, Maestro divino, benedico e ringrazio il tuo cuore dolcissimo per il grande dono della Chiesa. Essa è la Madre che ci istruisce nella verità, ci guida nella via del cielo, ci comunica la vita soprannaturale. Essa continua la tua medesima missione salvatrice sopra la terra, come tuo Corpo Mistico. È l’arca della salvezza; è infallibile, indefettibile, cattolica. Concedici la grazia di amarla, come tu l’hai amata e santificata nel tuo sangue. Che il mondo la conosca, che ogni pecorella entri nel suo ovile, che tutti cooperino umilmente al tuo Regno.

Dolce cuore…

4. O Gesù, Maestro divino, ringrazio e benedico il tuo cuore amantissimo per l’istituzione del Sacerdozio. I sacerdoti sono mandati da te, come tu fosti mandato dal Padre. Ad essi hai consegnato i tesori della tua dottrina, della tua legge, della tua grazia, le anime stesse. Concedimi la grazia di amarli, di ascoltarli, di lasciarmi guidare da loro nelle tue vie. Manda buoni operai alla tua messe, o Gesù. Siano i sacerdoti sale che purifica e preserva; siano la luce del mondo; siano la città posta sul monte; siano tutti fatti secondo il tuo cuore; abbiano un giorno in cielo attorno a sé, come corona e gaudio, un largo stuolo di anime conquistate.

Dolce cuore…

5. O Gesù Maestro divino, ringrazio e benedico il tuo santissimo cuore per l’istituzione dello Stato Religioso. Come in cielo, così in terra, sono molte le mansioni. Hai scelto i figli della tua predilezione; li hai chiamati alla perfezione evangelica; ti sei fatto loro esempio, loro aiuto, loro premio. Moltiplica, o cuore divino, le vocazioni religiose: sostienile nella fedele osservanza dei consigli evangelici; siano le aiuole più profumate della Chiesa, siano le anime che ti consolano, che pregano, che zelano la tua gloria con ogni apostolato.

Dolce cuore…

6. O Gesù, Maestro divino, ringrazio e benedico il tuo cuore pietosissimo per averci donato Maria SS. come Madre, Maestra e Regina. Dalla croce tu ci hai posti tutti nelle sue mani; le hai dato un gran cuore, una grande sapienza, un grande potere. Che l’umanità intera la conosca, l’ami, la preghi! Che tutti si lascino da lei condurre a te, Salvatore degli uomini! Io mi metto nelle sue mani, come ti sei messo tu. Con questa Madre adesso, nell’ora della mia morte per l’eternità.

Dolce cuore…

7. O Gesù, Maestro divino, ringrazio e benedico il tuo Cuore mitissimo, che ti spinse a dare la vita per me. Il tuo sangue, le tue piaghe, i flagelli, le spine, la croce, il tuo capo inclinato dicono al mio cuore: «Nessuno ama più di chi dà la vita per l’amato». Il pastore è morto per dare la vita alle pecorelle. Anch’io voglio spendere la mia vita per te; fa’ che sempre, in tutto, ovunque, tu possa disporre di me secondo la tua maggior gloria e sempre io ripeta: « Sia fatta la tua volontà ». Infiamma il mio cuore di santo amore per te e per le anime.

Dolce cuore…

SABATO: alla Regina degli Apostoli
Il primo sabato è per conoscere, amare, imitare, pregare sempre di più la regina, madre e maestra nostra, Maria.

1. Amabilissima Regina del cielo e della terra, figlia prediletta del Padre, eccelsa Madre del divin Figlio, inclita sposa dello Spirito Santo,
io venero e lodo quel privilegio unico al mondo, per cui, piacendo al Signore nella tua umiltà e fede, conservando la più illibata verginità, divenisti la grande Madre del divin Salvatore, nostro Maestro, luce vera del mondo, sapienza increata, fonte di ogni verità e primo apostolo delle verità.
Hai dato al mando a leggere il libro: il Verbo eterno. Per il gaudio ineffabile che provasti e per quel privilegio così sublime, benedico l’augusta Trinità e ti prego di ottenermi la grazia della sapienza celeste, di essere umile e fervente discepolo di Gesù, figlio devoto della Chiesa, colonna di verità. Fa’ risplendere sui confini più lontani del mondo la luce del Vangelo, sconfiggi gli errori, raduna attorno alla cattedra di Pietro tutti gli uomini. Illumina i dottori, i predicatori, gli scrittori, o Madre del buon Consiglio, o sede della Sapienza, o Regina dei santi.

Regina degli Apostoli, prega per noi.

2. O Maria, Regina degli angeli tutti, piena di grazia, concepita senza macchia, benedetta fra le creature, tabernacolo vivente di Dio, ricorda il doloroso e solenne istante in cui il moribondo Gesù dalla croce ti donò per figlio Giovanni, e in lui tutti gli uomini e specialmente tutti gli apostoli. Quale tenerissima carità inondò in quel momento il tuo cuore per le anime consacrate all’apostolato, alla sequela della croce, all’amore di Gesù. Per i dolori ineffabili tuoi e del tuo divin Figlio, per il tuo cuore di Madre, o Maria, accresci la gloriosa schiera degli apostoli, dei missionari, dei sacerdoti, delle vergini. Risplenda in questa schiera la santità della vita, l’integrità dei costumi, la solida pietà, l’umiltà più profonda, la fede più ferma, la carità più ardente. Siano tutti santi, sale purificante della terra e luce del mondo.

Regina degli Apostoli, prega per noi.

3. O Vergine candidissima, augusta regina dei Martiri, stella del mattino, sicuro rifugio dei peccatori, rallegrati per i giorni in cui sedesti Maestra, conforto e Madre degli Apostoli nel cenacolo, per invocare ed accogliere il divin Paraclito, lo Spirito coi sette doni, Amore del Padre e del Figlio, rinnovatore degli apostoli. Per la tua stessa onnipotenza supplichevole, per quelle tue umili ed irresistibili preghiere che commuovono sempre il cuore di Dio, ottienimi la grazia di comprendere il valore delle anime, che Gesù Cristo riscattò dall’inferno col suo preziosissimo sangue. Possa ognuno di noi entusiasmarsi per la bellezza dell’apostolato cristiano; la carità di Cristo ci sospinga, ci commuovano le miserie spirituali della povera umanità. Fa’ che sentiamo nel nostro cuore i bisogni della fanciullezza, della gioventù, della virilità, della vecchiaia; che la grande Africa, l’immensa Asia, la promettente Oceania, la travagliata Europa, le due Americhe esercitino un fascino potente sulle nostre anime; che l’apostolato dell’esempio e della parola, della preghiera e della stampa, del cinema, della radio e della televisione, delle anime purganti, conquisti tanti cuori generosi, fino ai più penosi sacrifici; o Madre della Chiesa, o Regina degli Apostoli, o avvocata nostra, a te sospiriamo, gementi in questa valle di lacrime.

Regina degli Apostoli, prega per noi.

4. O nostra tenera Madre Maria, porta del cielo, sorgente di pace e di letizia, aiuto dei cristiani, fiducia dei moribondi e speranza anche dei disperati, io penso al momento fortunato per te in cui lasciasti la terra per volare fra le braccia benedette di Gesù. Fu la predilezione onnipotente di Dio che bella e immortale ti assunse al cielo. Ti vedo esaltata sopra gli angeli e i santi, i confessori e i vergini, gli apostoli e i martiri, i profeti e i patriarchi, e anch’io dal fango delle mie colpe oso unire la voce di un colpevole indegno, ma pentito, per lodarti e benedirti. O Maria, convertimi una buona volta. Dammi una vita penitente, perché possa avere una morte santa e possa un giorno confondere con quella dei santi la mia voce e lodarti in paradiso. Io mi consacro a te e per te a Gesù; rinnovo qui consapevole e alla presenza di tutta la corte celeste, le promesse fatte nel santo battesimo. Ripeto il proposito, che depongo nel tuo cuore, di lottare contro il mio amor proprio e far guerra senza tregua al mio difetto principale, che tante volte mi ha gettato nella colpa. O Maria, procurati la gloria più bella, cambia un gran peccatore in un gran santo, o rifugio dei peccatori, o stella del mattino, o consolatrice degli afflitti.

Regina degli Apostoli, prega per noi.

5. O Maria, stella del mare, mia dolce sovrana, nostra vita e regina della pace, quanto fu grande e quanto dolce il giorno in cui l’augusta Trinità ti incoronò regina del cielo e della terra, dispensiera di tutte le grazie, Madre nostra amabilissima: quale trionfo per te! quale felicità per gli angeli, per i santi, per la terra, per il purgatorio! Lo so, o Maria, chi ti ama sarà salvo e chi ti ama tanto sarà santo e parteciperà un giorno al tuo trionfo in cielo. Io non dubito della tua clemenza, né della tua potenza, temo la mia incostanza nel pregarti. Ottienimi la perseveranza, o Maria; sii la mia salvezza. Sento le mie passioni, il demonio, il mondo.

O Maria, tienimi stretto a te ed al tuo Gesù! Non lasciarmi cadere, non ti allontanare un istante, o Madre. È dolce rivolgere a te il primo sguardo al mattino, camminare sotto il tuo manto nel giorno, addormentarmi sotto il tuo sguardo la sera. Tu hai sorrisi per i fanciulli innocenti, robustezza per la gioventù che lotta, luce per la virilità che lavora, conforto per la vecchiaia che attende il cielo. O Maria, a te consacro la vita intera, prega per me adesso e nell’estrema lotta sul letto di morte. Accogli l’anima mia quando sarà spirata e non lasciarmi che quando io potrò prostrarmi al tuo trono in cielo, per amarti tutta l’eternità. Maria, mia regina, mia avvocata, mia dolcezza, ottienimi la santa perseveranza.

Regina degli Apostoli, prega per noi.

ATTO DI CONSACRAZIONE A MARIA SS.MA

Io sono tutto tuo, e tutto quanto posseggo te lo offro,
amabile mio Gesù, per mezzo di Maria, tua santissima Madre.

Tutta l’esistenza di Don Alberione fu una trama intessuta di azione apostolica e di preghiera, secondo il motto benedettino che gli era familiare, e che tradusse come norma per i suoi: «L’orazione prima di tutto, sopra tutto, vita di tutto» (CISP 97). E come Gesù, ai Dodici che lo supplicavano di insegnare loro a pregare, propose la formula del “Padre nostro”, così Don Alberione – vivendo intensamente egli stesso la preghiera – la insegnò ai suoi, tramite formule ritenute veicoli concreti di uno spirito, “contenitori” di un deposito destinato a durare. Le preghiere che qui riportiamo (tratte da “Le preghiere della Famiglia Paolina”, Roma 1998) sono un piccolo campione delle formule esprimenti la sua fede in Dio, la sua devozione alle persone di Cristo, di Maria, di San Paolo, e lo spirito che egli intendeva trasfondere.

Preghiere tratte dal Libro delle preghiere della Famiglia Paolina

 

 

Due donne una missione

Due donne, una missione
Domenico Soliman, SSP  23 Luglio 2019  /  Creato: 23 Luglio 2019

Antonietta Guadalupi. Fernanda Maria da Costa Simões Annunziatine

Tra qualche giorno, ovvero il prossimo 30 luglio, ricorrono 18 anni dalla morte dell’Annunziatina Antonietta Guadalupi. Nella Famiglia Paolina non tutti ancora la conoscono ma la sua vita è stata davvero interessante. Nata a Brindisi (Italia) nel 1947, diventa infermiera professionale, dando vita alla prima struttura di accoglienza e assistenza dei malati e dei parenti presso l’Istituto Nazionale dei tumori di Milano, una vera novità in quegli anni. Ha aiutato molte famiglie ad affrontare la malattia, a scoprire o riscoprire un cammino di fede… Il suo modo di accogliere le persone e di accompagnarle, il modo di aver cura di loro, insieme alla sua fama di santità dopo la morte sono tutti elementi che hanno motivato il vescovo di Brindisi a iniziare ufficialmente, con molta probabilità nel prossimo autunno, il processo di canonizzazione nella fase diocesana. Una donna che ha vissuto la comunicazione come carisma perché il suo modo di creare relazioni con tutti apparteneva a quella “cultura dell’incontro” così cara alla Famiglia Paolina.

In questa occasione vale la pena ricordare anche una seconda Annunziatina. Parliamo di Fernanda Maria da Costa Simões, portoghese, nata nel 1924 e morta nel 1973. Anche Fernanda è poco conosciuta e non è in atto nessun processo di canonizzazione, ma un piccolo libro, La grande opzione di una giovane moderna, riporta i tratti più significativi di questa apostola paolina, lei che ha intuito quanto il film poteva essere di aiuto nella catechesi e nella formazione cristiana. Questa intuizione l’ha concretizzata nel suo contesto parrocchiale, con slancio, proponendo e riproponendo nei suoi incontri storie edificanti raccontate per immagini… Una donna che ha lasciato una traccia di bene tra la sua gente, testimonianza di amore semplice e concreto, sempre dal colore paolino.

Queste due donne ben diverse per provenienza e per contesto apostolico portano in loro il medesimo germe di vita. Per capire il segreto della loro vita dobbiamo attingere all’esperienza del giovane sedicenne Giacomo Alberione, quando nella famosa notte, sentì di fare qualcosa per gli uomini del nuovo secolo. Questa luce o questa esperienza spirituale di Dio è divenuta il centro propulsore per tutto il bene che dal 1914 si è concretizzato nella vita paolina.

Ad Antonietta e a Fernanda dobbiamo associare tanti Paolini e Paoline che hanno vissuto con amore e creatività lo slancio apostolico di san Paolo. Sono esempi non chiusi nel passato ma testimonianze che ci aiutano a dar concretezza al nostro oggi apostolico. Anche noi come loro viviamo difficoltà e opportunità… ma il medesimo Spirito suggerisce quella creatività apostolica che è il nostro modo di “fare qualcosa” per gli altri nella moderna cultura della comunicazione.

Dal medesimo punto di vista dobbiamo leggere la vita e l’operato dei nostri Beati Giacomo e Timoteo, dei venerabili Tecla, Scolastica, Maggiorno, Andrea, Francesco e i venerabili coniugi Bernardini (Cooperatori Paolini). Invocarli, chiedere un aiuto, una grazia o una guarigione a Dio tramite la loro intercessione è ciò che attendono ancora oggi da noi, poiché tutta la loro vita è stata un «servire la Chiesa, gli uomini del nuovo secolo e operare con altri» (AD, 20).

Don Domenico Soliman è il Postulatore generale della Famiglia Paolina

da: paulus.net

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Particolari copertine Siateperfetti

Stato Privilegiato

Stato privilegiato dell’Annunziatina

Ogni giorno nella Messa ricordo le Annunziatine e ringrazio il Signore per tutte le particolari elargizioni di grazie che ha fatto loro, perché lo stato delle Annunziatine è veramente uno stato di privilegio, di grazia di Dio. Il Signore, infatti, chiama le Annunziatine a vivere unicamente per Lui, per l’eternità e a lavorare per la salvezza delle anime. Così esse hanno due grazie: quella di una santificazione maggiore e, in cielo, avranno una corona d’anime da loro aiutate, da loro salvate, da loro illuminate, da loro confortate, da loro portate a Dio. Ecco, una vita che si rassomiglia a quella di Maria, una vita spesa per Dio, in ordine sempre alla salvezza e alla santificazione, e una vita spesa per le anime, per il prossimo. Il Signore quando destina un’anima allo stato particolare di consacrazione a Lui e di apostolato, prepara quest’anima dal momento della creazione. Dal momento della creazione, il Signore infonde maggiori qualità, maggiore intelligenza, maggiori tendenze sempre più forti al bene; infonde poi nel battesimo uno spirito di fede più profondo. Quando eravamo bambini appena nati non sapevamo che cosa fosse meglio per noi, non ci pensavamo; ma il Signore ci ha amato dall’eternità e ci ha amato particolarmente nella creazione, nel battesimo e nei sacramenti successivi. Nel battesimo ha incluso un’inclinazione alla fede, un’inclinazione più forte alla speranza cristiana, all’amore di Dio; ha infuso maggiore grazia, perché il Signore come non fa due facce perfettamente uguali (non ci sono due facce di persone perfettamente uguali, in qualche cosa si distinguono sempre), così non vi sono due anime perfetta mente uguali. Vi è una schiera d’anime chiamate alla vita comune, alla vita cristiana, e vi è una schiera minore chiamata alla consacrazione, a vivere per Dio, per Dio solo senza divisioni, e, nello stesso tempo, chiamate a collaborare alla salvezza delle anime. Si dice spesso, ad esempio, che la castità importi mortificazioni. Il cuore può essere un po’ troppo depresso e alcuni credono che sia un cuore sterile e isolato. No, la castità è pienamente feconda e cioè non Si ama una persona soltanto, non si crea una famiglia. Vi sono persone che nell’apostolato producono schiere d’anime a cui comunicano la vita eterna in tante maniere: per mezzo dell’istruzione cristiana dei catechismi, per mezzo della formazione cristiana, per mezzo della preghiera, dei sacrifici. Sì, è una scelta fatta non per un piccolo gruppo di anime, ma per avere, secondo il corpo mistico della Chiesa, una quantità di anime. Allora si diventa madri di tante anime. È una maternità nuova, superiore, immensamente superiore a quella naturale. Primo perché è spirituale; poi perché arriva a una quantità di anime molto più numerose, in generale. Gesù ha dato la vita per le anime e coloro che vogliono imitare Gesù devono sacrificarsi anch’esse per le anime. Allora c’è la rassomiglianza con Gesù: fate il mio cuore simile al vostro. Quindi è uno stato di privilegio. Se noi pensiamo a questo cerchiamo di comprenderlo sempre maggiormente. Perché è uno stato di privilegio? È stato di privilegio perché si tratta di una vita pienamente consacrata al Signore. Ecco, le Annunziatine sono chiamate a fare i tre voti. Che cosa dobbiamo dare a Dio? Dobbiamo dare a Dio tutto quello che Lui desidera, dobbiamo dargli quello che abbiamo. Ora che cosa abbiamo? Noi possiamo avere i beni esterni che sono il corpo, la salute, gli averi, le sostanze, il denaro, ciò che si possiede, una casa, una villa, o semplicemente un’abitazione comune. Si consacra tutto e si dà a Dio, se ne fa Dio padrone, noi poi ne abbiamo solo l’uso, perché è tutto di Dio. Quella casa, quella camera  dove abito è sacra. Così tutto quello che si usa per vivere, il denaro, il vestito, le spese per l’abitazione, per la vita ordinaria; si usa di cose che sono di Dio. E allora ecco che noi ci troviamo come nella casa di Dio. Dio è il padrone di tutto e noi usiamo quel che Dio ha preparato, quel che Dio ci ha dato. Abbiamo offerto al Signore quello che Egli ci ha dato e ne usiamo. Prima possedevamo; dopo usiamo. Dopo il voto di povertà usiamo quello che è di Dio. Si possiede ancora civilmente? Sicuro; ma in realtà si è fatto padrone Dio, per cui si tratta di un altro dominio, che è superiore a quello che si intende quando si parla in senso ordinario di possedere una casa, una macchina o del denaro; sì, civilmente per quel che riguarda, ad esempio, la terra, resta di nostra proprietà; ma questa proprietà la diamo al Signore e poi noi ne usiamo. Come? Se Dio è padrone, noi domandiamo quasi il permesso a Dio come se gli dicessimo: questo che è tuo posso usarlo così? È gradito a Te ch’io adoperi ciò in questa maniera o in quell’altra? Per far quest’opera, oppure per aiutare qualcuno della famiglia, o per donare alla Chiesa, o per conservare la vita, o per il vestito, per l’abitazione, per il cibo? Fare come Gesù che andava con la scodellina a ricevere la minestra dalla Madonna e se ne cibava. La Madonna era come l’amministratrice della casa. Questo ci mette in una condizione che è chiarita dalla parola che disse il Papa quando vide la casa di san Bernardo, piena di religiosi: « Siamo stati a vedere non degli uomini, ma degli angeli ». Vivono all’ordine di Dio, secondo il suo volere e come sono dotati di una spiritualità superiore. Così, oltre che per i beni materiali, possiamo dare a Dio il corpo, consacrarlo a Lui. Il Signore ha infuso in noi delle energie, ha donato la salute, ha voluto che noi potessimo operare il bene con il corpo, perché, ad esempio, per pregare ci vuole il corpo e l’anima. Finché il corpo è unito all’anima, può fare il bene. 

Beato Alberione

Continua a pag.160 – 20 Stato Privilegiato – MCS

Cruciverba Paolino

Cruciverba Paolino
personaggi : ABUNDANTES DIVITIAE GRATIAE SUAE 

(consultate il testo qui)
Buon studio e risoluzione del cruciverba…
La compilazione diventa studio...

Stampate e risolvete il cruciverba …

Carro a 4 ruote… una ruota è lo studio

I tre Arcangeli

29 settembre  SS. Arcangeli  Michele Gabriele Raffaele

Dare gloria a Dio in tutto

La Chiesa celebra la festa degli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.
Michele vuol dire ” Chi è come Dio? ” e viene ricordato come protettore del popolo eletto (Daniele c. 10).
Gabriele, ” forza di Dio “, si presentò a Zaccaria come ” colui che sta al cospetto di Dio ” (Luca 1,19) e portò l’annunzio della nascita del Battista e di Gesù Cristo (Luca c. 1).
Raffaele, ” Dio ha curato “, portatore di salvezza al vecchio Tobi.
Quando gli angeli hanno accompagnato il Signore nel presentarsi fra gli uomini, hanno cantato. “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama ” (Luca 2,14), cioè hanno annunziato quale era il fine dell’Incarnazione. Duplice fine, e cioè: primo, la gloria di Dio, e secondo, la pace degli uomini. Che vuol dire: pace con Dio e pace fra loro e pace nella coscienza.
E sulla terra non possiamo avere un’intenzione maggiore che questa: dare gloria a Dio in tutto; in tutto, dal mattino alla sera; in tutto, da gennaio a dicembre; in tutto, dall’uso di ragione fino all’ultimo respiro: glorificare Dio (APD 1958,287-288).

Da: Un anno con don Alberione – a cura di G.Mauro Ferrero ssp

Liturgia del giorno

Assunzione di Maria

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Icona assunzione

La festa dell’Assunta ci ricorda che Maria è in paradiso in anima e corpo. E’ glorificato anche il suo corpo accanto al corpo del suo Figlio divino,Gesù. Perché? Perché sulla terra furono santificati al massimo il corpo del Salvatore divino e il corpo dell’immacolata nostra Madre Maria.
Bisogna santificare anima e corpo (APD 1955,10).
La vita presente è per l’eternità; e l’eternità sarà tanto felice quanto è buona la vita. Maria è la madre per aiutarti a vivere bene e a salvarti. Mira la santissima Vergine nel suo seggio di gloria e invocala al mattino, al mezzodì, alla sera. Chiamala in ogni difficoltà temporale e spirituale.
Sii fedele alle pratiche che ti sei scelte ad onore di Maria (BM II,356).

Un anno con d.Alberione – a cura di G.Mauro Ferrero ssp

La Madonna Assunta e Napoleone

CON MARIA INCONTRO A CRISTO
di Mons. ANGELO COMASTRI

Spesso ho raccolto dalle labbra della mia mamma questa esclamazione: “Figlio mio, l’orgoglio acceca!“. Lì per lì non ho dato tanto peso al valore di queste parole, ma poi la vita me ne ha svelato il senso profondamente vero e veramente profondo.

Quante volte ho toccato con mano che l’orgoglio è un’autentica cecità!

Quante volte ho verificato che, a causa dell’orgoglio, alcune persone non riescono a stabilire un rapporto reale e leale neppure con i fatti e le situazioni più evidenti.

Un caso singolare è Napoleone Bonaparte: a motivo del suo smisurato orgoglio, egli ha guardato con diffidenza anche la Madonna e l’ha sentita come una presenza scomoda, ingombrante e fastidiosa.

Ecco i fatti. Napoleone nasce ad Ajaccio, in Corsica, il 15 agosto 1769. Divenuto adulto, Napoleone avrebbe dovuto gioire nel ricordare la sua nascita nello stesso giorno in cui la Chiesa ricorda la nascita di Maria al cielo: era una coincidenza così bella da far vibrare il cuore di chiunque.

No, Napoleone ne fu irritato perché l’orgoglio, appunto, acceca.

L’irritazione crebbe quando egli venne a sapere che nel giorno dell’Assunta si festeggiava il “voto di Luigi XIII“: questo re di Francia, infatti, il 15 agosto del 1637 aveva emanato un suo solenne decreto con il quale metteva la nazione sotto l’esplicita protezione di Maria.

E.Q. Asam, Assunzione di Maria, sec. XVIII (Abbazia benedettina di Rohr – Germania).

Anche questo fatto doveva far esultare il cuore di Napoleone. Invece egli non poteva accettare neppure l’idea di un affidamento della nazione alla Madonna, perché(ecco ancora l’orgoglio!) la nazione doveva contare esclusivamente sul genio e sul potere invincibile dell’Imperatore.

Ma ciò che maggiormente irritò Napoleone fu la lettura del Vangelo, che la Chiesa propone il giorno della solennità dell’Assunta. Essa, infatti, non ha trovato un brano migliore del Magnificat per commentare il miracolo umile e grande della vita della Madonna; in Lei si sono compiute mirabilmente queste parole: “Dio rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili; i ricchi li rimanda a mani vuote, mentre i poveri li ricolma dei suoi doni”.

Potete però immaginare lo stato d’animo di Napoleone nel sentire proclamare proprio nel giorno del suo compleanno la più netta e decisa condanna dell’orgoglio: “Dio disperde i superbi nei pensieri del loro cuore”!

Sentite cosa gli venne in mente: Napoleone con decreto ufficiale del 19 febbraio 1806 abolì la festa dell’Assunta e la sostituì con la festa di san Napoleone, compiendo un gesto di inaudita arroganza contro il quale protestò lo stesso Papa Pio VII, dichiarando “inammissibile che il potere civile sostituisca al culto della Madonna Assunta in Cielo quello di un santo introvabile, con una ingerenza intollerabile del temporale nello spirituale“.

Ma Napoleone non ascoltò nessuno: l’orgoglio è cieco e sordo!

E la conclusione? Tutti la conosciamo.

Le parole profetiche, che Maria aveva pronunciato nel suo incantevole Magnificat, si compirono puntualmente: anche per Napoleone!

Napoleone, infatti, a motivo del suo orgoglio “fu disperso nei pensieri del suo cuore e fu rovesciato dal trono“, mentre Maria, dopo l’abdicazione dell’Imperatore nel marzo del 1814, ha ripreso il suo posto nella solennità dell’Assunta, anche in Francia, per indicare la strada della vera grandezza.

Dio voglia che questa lezione della storia faccia riflettere i “prepotenti” di oggi!

Angelo Comastri

Power Point  madre_io_vorrei

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