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Preghiamo per le vocazioni

PREGHIAMO PER LE VOCAZIONI

Ottobre 2019Elaborazione personalizzata

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo…

Credo mio Dio

Credo mio Dio,  di essere innanzi a te  che mi guardi ed ascolti le mie preghiere.
Tu sei tanto grande e tanto santo:  io ti adoro.
Tu mi hai dato tutto:  io ti ringrazio.
Tu sei stato tanto offeso da me:  io ti chiedo perdono con tutto il cuore.
Tu sei tanto misericordioso:  io ti domando tutte le grazie che vedi utili per me.

Amen

Beato Giacomo Alberione

Invocazione allo Spirito Santo

Vieni, Santo Spirito, / manda a noi dal cielo / un raggio della tua luce. 
Vieni, padre dei poveri, / vieni, datore dei doni, / vieni, luce dei cuori. 
Consolatore perfetto, / ospite dolce dell’anima, / dolcissimo sollievo. 
Nella fatica, riposo, / nella calura, riparo, / nel pianto, conforto. 
O luce beatissima, invadi nell’intimo / il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza, / nulla è nell’uomo, / nulla senza colpa. 
Lava ciò che è sordido, / bagna ciò che è arido, / sana ciò che sanguina. 
Piega ciò che è rigido, / scalda ciò che è gelido, / drizza ciò ch’è sviato.
Dona ai tuoi fedeli  / che solo in te confidano / i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, / dona morte santa, /dona gioia eterna.

Dalla Sacra Scrittura

Ed egli disse loro: “Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione”.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.
Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?
O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?
Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!”.
Lc 11,2-4.9-12

Passo parallelo

Confidiamo solo in Te che hai detto: «Qualunque cosa chiederete al Padre in nome mio voi l’avrete».
E contiamo che da Parte Tua voglia darci spirito buono, grazia, scienza, mezzi di bene.

Patto

PATTO O SEGRETO DI RIUSCITA

Gesù Maestro, accetta il patto che ti presentiamo per le mani di Maria, Regina degli Apostoli,e del nostro padre san Paolo. Noi dobbiamo corrispondere alla tua altissima volontà, arrivare al grado di perfezione e gloria celeste cui ci hai destinati, e santamente esercitare l’apostolato dei mezzi della comunicazione sociale. Ma ci vediamo debolissimi, ignoranti, incapaci, insufficienti in tutto: nello spirito, nella scienza, nell’apostolato, nella povertà. Tu invece sei la Via e la Verità e la Vita, la Risurrezione, il nostro unico e sommo Bene. Confidiamo solo in te che hai detto: «Qualunque cosa chiederete al Padre in nome mio, voi l’avrete». Per parte nostra, promettiamo e ci obblighiamo: a cercare in ogni cosa e con pieno cuore, nella vita e nell’apostolato, solo e sempre, la tua gloria e la pace degli uomini. E contiamo che da parte tua voglia darci spirito buono, grazia, scienza, mezzi di bene. Moltiplica, secondo la immensa tua bontà e le esigenze della nostra vocazione speciale, i frutti del nostro lavoro spirituale, del nostro studio, del nostro apostolato, della nostra povertà. Non dubitiamo di te, ma temiamo la nostra incostanza e debolezza. Perciò, o Maestro buono, per la intercessione della nostra madre Maria, trattaci con la misericordia usata con l’apostolo Paolo: sicché, fedeli nell’imitare questo nostro padre in terra, possiamo essergli compagni nella gloria in cielo.

Considerazioni

La nostra relazione con Dio è principalmente filiale.
Gesù ci ha rivelato che Dio è nostro Padre, ci ha insegnato a pregarlo così e, facendoci appartenere alla sua famiglia, ci ha partecipato la sua confidenza di Figlio.
La fede che don Alberione ha verso Dio, espressa nel Patto, poggia sulla parola di Gesù e sull’azione dello Spirito Santo.
Il Figlio e lo Spirito Santo sono compartecipi del ruolo paterno di Dio quando ci insegnano a riconoscere e ad amare il Padre, quando ci guidano e ci accompagnano a praticare la virtù, quando ci comunicano la vita divina.
Don Alberione ha vissuto in questa fiducia in Dio e da padre l’ha trasmessa ai suoi figli.
Ogni paternità rimanda ad un’altra Paternità, trasmette il legame con le radici, definisce le identità di ciascuno e ne svela le proprie caratteristiche: la capacità di saper guardare dentro e di capire, di intercettare i bisogni del figlio, la sicurezza nell’intervenire, la cura amorevole delle ferite, la difesa dai pericoli, la trasmissione della propria saggezza, l’offerta della vita…
Lo sguardo e le attenzioni paterne non sono rivolte a sé ma alle ragioni dei figli.
Si riscontra che non solo nella società ma anche all’interno della Chiesa sono necessari i padri.
Desiderosi di contribuire alla diffusione di una presenza paterna nei vari ambienti chiediamo a Maria, Madre, Fiducia nostra, di donarci la grazia di vivere in un’umile confidenza verso Dio.

La Parola  pregata

Chi professa i consigli evangelici nella condizione secolare è chiamato a vivere «dentro il cuore: in quel mondo di affetti, di sentimenti, di emozioni e di reazioni che si accendono nella rete delle relazioni interpersonali e in quella convivenza che forma il tessuto del vivere quotidiano». Ciascuno è consapevole dell’importanza di costruire sane relazioni nella propria vita, imprescindibile completamento del nostro vivere nel mondo.
A questo proposito è bello rileggere alcune pericopi evangeliche in cui viene messo in risalto il modo attraverso cui Gesù entra in relazione con gli uomini del suo tempo a partire dallo sguardo, ad esempio sul giovane ricco: «Fissatolo, lo amò» (Mc 10,21), sulla vedova di Nain: «Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei» (Lc 7,13), sulla folla prima del discorso delle beatitudini: «Vedendo le folle, Gesù salì sul monte» (Mt 5,1), prima della moltiplicazione dei pani: «Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro» (Mt 13,14), sulla croce guardando sua madre e Giovanni: «Vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava» (Gv19,26).
Il suo non è mai un semplice vedere, ma è incontrare l’altro, cercarlo con lo sguardo, che è lo sguardo di chi cerca la persona amata per coinvolgerla in una proposta di cambiamento simile a quella fatta a Zaccheo: «Gesù alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. In fretta scese e lo accolse pieno di gioia» (Lc 19,5-6).
Chiediamo al Signore due doni: innanzitutto quello di non cessare mai di cercare ed incrociare il suo sguardo vigile, attento ed appassionato su di noi e, poi, di imparare l’arte di essere amici, di ascoltare il cuore delle persone prima di parlare loro perché «il clima del dialogo è l’amicizia. Anzi il servizio».
Carmela Pietrarossa, Come Fermento, pp. 18-19

Preghiera

Con Maria contempliamo i Misteri del Dolore. Deponiamo nel suo cuore la nostra sentita preghiera, perché interceda sante vocazioni per il nostro Istituto e per tutta la Famiglia Paolina.

Padre nostro

O Dio nostro Padre,
così abbiamo imparato a chiamarti;
così ci ha insegnato il Tuo figlio Gesù!

Aiutaci a comprendere la grandezza di questa rivelazione
e a rivolgerci con fiducia a Te
nei momenti della gioia e in quelli del dolore, quando siamo ricchi di speranza e quando vince la tristezza,
perché Tu solo sai sostenere i passi del nostro cammino. […]

Dio, Padre nostro,

che ti fai carico del cammino dei Tuoi figli donando loro il necessario per vivere e per aprirli all’incontro con Te,
e quando sbagliano sei pronto a perdonare,
ti ringraziamo per il Tuo amore paziente e misericordioso.

Fa’ che poniamo in Te la nostra fiducia
e impariamo a essere misericordiosi perdonandoci a vicenda gli uni gli altri.

O Dio, che conosci le nostre fragilità e le nostre debolezze,
sostienici nelle prove che la vita ci presenta.

Noi sappiamo che, sostenuti dal Tuo aiuto,
possiamo sconfiggere il maligno.

Facci percepire sempre la Tua vicinanza e il Tuo sostegno,
così da non sentirci soli o sconfitti, ma pronti a camminare nella speranza.

Per Cristo nostro Signore. Amen.
Carlo Maria Martini

 

Novena a Gesù Maestro Divino

Vieni, o Gesù Maestro, degnati di accettare l’ospitalità
che ti offriamo nel nostro cuore.
Vogliamo prepararti il conforto e la riparazione
che trovavi in Betania, presso le due pie discepole,
Marta e Maria.
Nella gioia di accoglierti, ti preghiamo di concederci
l’intimità della nostra vita contemplativa quale godeva
Maria, e di accettare la parte della nostra vita
attiva secondo lo spirito della fedele
e laboriosa Marta.
(Alberione, Preghiere della Famiglia Paolina, p. 199)

GESÙ VERITÀ – 1° giorno
Parola di Dio
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è
vicino; convertitevi e credete al vangelo”. (Mc 1,14-15)
Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi
rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò
che è buono, a lui gradito e perfetto. (Rom 12,2)
Parola del Fondatore
Gesù Cristo è Maestro Divino e l’unico Maestro; in primo luogo perché
è la stessa Verità, l’essenziale ed eterna Verità: “Io sono la verità”
(Gv 14,6); è il Verbo che il Padre genera in eterno.
Poi perché è Via e Vita. In Cristo la persona umana ha il massimo e
soprannaturale sviluppo. …
Gesù Cristo venne come Maestro agli uomini; e come tale fu riconosciuto…
Sono belle le espressioni con cui la Chiesa designa il Maestro Divino:
… Luce vera, Sapienza eterna, Maestro degli apostoli, Dottore degli evangelisti,
Scrigno di tutti i tesori della Sapienza e della Scienza di Dio, Luce dei
confessori… Parole che fanno eco a quella trentina di volte in cui Gesù nel
Vangelo è chiamato Maestro, tra cui più chiara l’affermazione: “Voi mi chiamate
Maestro e Signore; e dite bene, lo sono, infatti” (Gv 13,13). (ACV pp. 18-22)

O Maestro, Tu hai parole di vita eterna: alla mia mente, ai miei pensieri sostituisci
Te stesso, o Tu che illumini ogni uomo e sei la stessa Verità: io non voglio ragionareche come Tu ammaestri né giudicare che secondo i tuoi giudizi, né  ensare che Te verità sostanziale, data dal Padre a me: «Vivi nella mia mente, o Gesù Verità».   (Beato G. Alberione)
O Gesù Maestro, Via e Verità e Vita: abbi pietà di noi.
Gloria, Ave Maria

Gesù Verità – 2° Giorno
Parola di Dio
Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai
suoi discepoli: “La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”. Risposero:
“Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti”.
Disse loro: “Voi chi dite che io sia?”. Rispose Simon Pietro: “Tu sei il
Cristo, il Figlio del Dio vivente”. E Gesù: “Beato te, Simone figlio di Giona,
perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta
nei cieli”. (Mt 16,13-17)
Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha
amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per
grazia infatti siete stati salvati. (Ef 2,4-5)
Parola del Fondatore
«Cristiano è il mio cognome, cattolico il mio nome». Suppone come
base una retta mentalità umana che riguarda la verità, la morale, la pietà
di ordine naturale.
La mentalità cristiana è costituita dai principi soprannaturali di fede, di
morale, e di pietà secondo l’insegnamento di Gesù Cristo e della Chiesa…
Persone che si nutrono del Vangelo, amano la meditazione, fanno abbondanti
letture spirituali; così che questi principi li ricordano, li sentono nel
loro spirito e costituiscono l’anima della loro anima, quasi una seconda natura
che si è sovrapposta alla prima, l’ha penetrata e quasi assorbita. Anime
che parlano il linguaggio della fede in ogni circostanza. Anime che il mondo
non capisce e crede che esse siano stolte. Non giudicarono pazzi tanti santi
e la stessa Sapienza, Gesù Maestro? (ACV pp. 52-53)

O Gesù Maestro, santifica la mia mente ed accresci la mia fede.
O Gesù, docente nella Chiesa, attira tutti alla tua scuola.
O Gesù Maestro, liberami dall’errore, dai pensieri vani e dalle tenebre eterne.
(Alberione, Invocazioni a Gesù Maestro)
O Gesù Maestro, Via e Verità e Vita: abbi pietà di noi.
Gloria, Ave Maria

Gesù Verità – 3° Giorno
Parola di Dio
Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa
berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i
pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima
il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in
aggiunta.
Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le
sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena. (Mt 6,31-34)
Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di
noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti
noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti
di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi,
che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? Chi ci separerà
dunque dall’amore di Cristo? (Rom 8,31-35)
Parola del Fondatore
Dio predispone ogni cosa per un fine ed attua infallibilmente il vero disegno:
nulla vi è di cieco, imprevisto o non avvertito; tutto viene fatto servire
al fine divino. «[La Sapienza creatrice] si estende da un confine all’altro con
forza, governa con bontà eccellente ogni cosa». Occorre che noi ci pieghiamo
amorosamente al volere di Dio, perché ciò è solo e sempre il nostro
bene! Questo «Sia fatta la tua volontà» è tutta la gioia e la piena prudenza!
Sopra ogni uomo Dio ha un disegno particolare, con grazie particolari, e assecondandolo si compirà il disegno di Dio e si raggiungerà la felicità nostra…
Tutta la santità consiste nel comprendere la divina Sapienza e nell’incessante
«fiat».
Fidarsi di Dio! Egli è sempre Padre! E così lo chiamava sempre Gesù
Cristo anche quando era al colmo delle sue sofferenze: «Padre, nelle tue
mani consegno il mio spirito» (Lc 23,46). (ACV pp. 205 ss)

O Maestro, noi crediamo, sottomettendo tutta la nostra mente a te
e alla Chiesa; e
condanniamo quanto la Chiesa condanna.
Mostraci i tesori della tua sapienza,
facci conoscere il Padre,
rendici veri tuoi discepoli. Accresci la nostra fede,
perché
possiamo pervenire all’eterna visione in cielo.
(Alberione, Coroncina a Gesù Maestro)
O Gesù Maestro, Via e Verità e Vita: abbi pietà di noi.
Gloria, Ave Maria

Gesù Via – 4° Giorno
Parola di Dio
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono
me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la
vita per le pecore.
E ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io devo
condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un
solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per
poi riprenderla di nuovo. (Gv 10,14.17)
“Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione
e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue
dell’Agnello.… Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà
il sole, né arsura di sorta, perché l’Agnello che sta in mezzo al trono sarà
il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio tergerà
ogni lacrima dai loro occhi. (Ap 7,14.16-17)
Parola del Fondatore
Due sono i mezzi e si arriverà a compiere la missione nostra secondo
i disegni di Dio: una grande fede e una grande umiltà.
Un’umiltà per cui conosciamo le nostre debolezze e le accusiamo
davanti a Dio e davanti agli uomini. Riconosciamo la nostra incapacità.
E dall’altra parte la fiducia in Dio che tutto può. Il quale manda una persona
a compiere un ufficio, quando dà una vocazione procura i mezzi,
dà la grazia necessaria per compierla….
Una fede grande! Può essere che una persona venga destinata a
un ufficio, a un incarico, a compiere in sostanza qualche cosa che è utile
sia per la sua santificazione e perfezione e sia per l’apostolato. Non
sconfortarsi, non abbattersi…
Il Signore è con voi e vi benedirà, non è solo scritto sul marmo, ma
bisogna che sia scritto nel cuore: “Io sarò con te”.
(Don Alberione alle Suore di Gesù Buon Pastore [libri rossi] 1960 pp. 211-213)

O Maestro, la tua vita è precetto, via, sicurezza unica, vera, infallibile. Dal Presepio,
da Nazaret, dal Calvario è tutto un tracciare la via divina: d’amore al Padre, di purezza infinita, d’amor alle anime, al sacrificio… Fa’ che io la conosca, fa’ che metta ogni momento il piede sulle tue orme di povertà, castità, obbedienza: ogni altra via è larga… non è tua: Gesù, io ignoro e detesto ogni via non segnata da Te.
Ciò che vuoi Tu, io voglio: stabilisci la tua volontà al posto della mia volontà.
(Beato G. Alberione)

O Gesù Maestro, Via e Verità e Vita: abbi pietà di noi.
Gloria, Ave Maria

Gesù Via – 5° Giorno
Parola di Dio
Allora Gesù disse loro di nuovo: “In verità, in verità vi dico: io sono
la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri
e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.
Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e
uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono
venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. (Gv 10, 7-10)
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai
il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.
Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli,
ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via,
quando ti coricherai e quando ti alzerai. (Dt 6,4-5)
Parola del Fondatore
Gesù Via. Domandiamo la grazia di corrispondere alla vocazione.
Gesù Buon Pastore ti ringrazio di avermi chiamata; ma ora ti domando
di aggiungere grazia a grazia, cioè alla vocazione aggiungere la corrispondenza.
Ho bisogno che Tu mi infonda i due grandi amori: amore a Te o Gesù
buon Pastore e amore alle anime. Che io ti ami con tutta la mente, il
cuore, le forze. Che io ami il prossimo come me stesso, che sia disposto
a dare tutti i giorni, tutte le forze per le anime, come le hai date Tu. Tu
sei stato buono e fedele, mi hai tracciato la via per la corrispondenza.
Gesù che io mi incontri poi con Te, lieta, e Tu avrai un volto splendente,
raggiante. Signore dammi la fedeltà oggi, sempre, nelle piccole e nelle
grandi cose. (Prediche alle Suore Pastorelle [libri grigi] vol II 1° sett. 1956 pp. 87-93)
O Gesù, via tra il Padre e noi, tutto offro e tutto attendo da te.
O Gesù, via di santità, fammi tuo fedele imitatore.
O Gesù via, rendimi perfetto come il Padre che è nei cieli.
(Alberione, Invocazioni a Gesù Maestro)

O Gesù Maestro, Via e Verità e Vita: abbi pietà di noi.
Gloria, Ave Maria

Gesù Via – 6° Giorno
Parola di Dio
Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono
al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre
ha mandato me, anch’io mando voi”. (Gv 20,20-21)
Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella
carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per
noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore. (Ef 5,1-2)
Parola del Fondatore
La vostra missione nasce dall’amore: “Mi ha amato e ha consegnato
se stesso per me” (Gal 2,20). La prima condizione per esercitare l’apostolato
è l’amore, un amore simile a quello di Gesù sulla croce: “Ho sete”; un amore
ben determinato, non un sentimento vago. Amore vero, completo, che si
mette a disposizione delle anime senza alcun limite.
La salvezza della nostra anima è legata alla salvezza delle anime.
Chiediamo che il Signore dilati i nostri cuori per amare tutte le anime senza
distinzione, perché tutte le vogliamo con noi in Paradiso…
Quando si ama si prega, si ripara, si moltiplicano le opere, perché
l’amore è inventivo e non cessa di espandersi. L’apostolato è carità; quanto
più sapremo adattarci agli uomini di ogni condizione, lingua e continente,
tanto più saremo efficaci. (Alla Sorgente, Meditazioni del Primo Maestro 1947 pp. 64-65)
Gesù, Maestro divino, ti adoriamo come il Diletto del Padre,
Via unica per andare
a lui.
Ti ringraziamo perché ti sei fatto nostro modello; hai lasciato esempi della più
alta perfezione; hai invitato gli uomini a seguirti sulla terra ed in cielo.
Noi ti contempliamo nei vari tratti della vita terrena; ci mettiamo docilmente
alla tua scuola e condanniamo ogni morale diversa dalla tua.
Attraici a te, perché, camminando sulle tue orme e rinunciando a noi stessi,
cerchiamo unicamente la tua volontà. (Alberione, Coroncina a Gesù Maestro)

O Gesù Maestro, Via e Verità e Vita: abbi pietà di noi.
Gloria, Ave Maria

Gesù Vita – 7° Giorno
Parola di Dio
Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in
me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché
porti più frutto.
Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in
me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane
nella vite, così anche voi se non rimanete in me.
Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto,
perché senza di me non potete far nulla. (Gv 15,1-5)
Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?
(1Cor 3,16)
Parola del Fondatore
Siete disposte ad accogliere Gesù, solo Gesù nel vostro cuore? Vi è
forse posto per altri affetti? Il cuore sia veramente tutto di Dio.
Potete affermare che il vostro sia tutto e solo suo?
È veramente così puro che non v’è niente da togliere?
E così libero a Gesù l’ingresso, che voi a vostra volta possiate
sicuramente bussare alle porte del Paradiso, nella fiducia
di esservi subito accolte?
“Entrerò … e cenerò” (Ap 3.20). Questo passo indica le mistiche nozze
di Gesù con l’anima sua Sposa. Tutte le religiose sono chiamate qui; però
non tutte vi arrivano, perché non sanno distaccarsi da ogni cosa e non
vivono nel vero spirito religioso.
Esistono profonde intimità fra Dio e la sua Sposa; comunicazioni spirituali,
dolcissime, riservate però solamente a coloro che sono realmente
tutte di Dio.
Il Paradiso è rappresentato spesso [da] un banchetto, una celebrazione
di nozze, e intanto quaggiù, figura del Paradiso, è la santa Comunione.
(Alberione, Alle Pie Discepole del Divin Maestro 1947, pp. 205-210)
O Maestro, al mio cuore, si sostituisca il tuo: al mio amore a Dio,
al prossimo, a
me stesso, si sostituisca il tuo. Alla mia vita peccatrice,
umana, si sostituisca la tua
divina, purissima, sopra tutta la natura.
«Io sono la  ». Ecco perciò, per mettere
Te in me, io darò ogni
premura alla Comunione, alla S. Messa, alla Visita al SS.mo,
alla divozione alla Passione.
E questa vita venga a manifestarsi nelle opere «perché anche la vita
di Gesù sia manifestata nella vostra carne mortale»
(2Cor 4,10-11), così come accadde a S. Paolo «Vive in me Cristo» (Gal 2,20). Vivi
in me, o Gesù Vita eterna, vita sostanziale. (
Beato G. Alberione)

O Gesù Maestro, Via e Verità e Vita: abbi pietà di noi.
Gloria, Ave Maria

Gesù Vita – 8° Giorno
Parola di Dio
Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafarnao.
Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e
lo pregò di scendere a guarire suo figlio poiché stava per morire. Gesù gli
disse: “Se non vedete segni e prodigi, voi non credete”.
Ma il funzionario del re insistette: “Signore, scendi prima che il mio
bambino muoia”.
Gesù gli risponde: “Va’, tuo figlio vive”. Quell’uomo credette alla parola
che gli aveva detto Gesù e si mise in cammino. (Gv 4,46-50)
O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo
stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque
stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai
morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare
in una vita nuova. Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una
morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione… Ma se
siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui. (Rom 6,3-5.8)
Parola del Fondatore
La fede è perfetta quando si fida di Dio; e non chiede prodigi o altre
prove.
È perfetta quando ammette indistintamente e si piega a tutte le verità
del Credo od insegnate dalla Chiesa nel suo magistero.
È perfetta quando è pronta, senza dispute inutili.
È perfetta quando si mostra con le opere: poiché la legge del credere è
ancora la legge del pregare e dell’operare. Vana è la fede senza le opere.
È perfetta quando tende a diffondersi…
Infondetemi, o Divino Spirito, una fede intima, costante, gioiosa.
Essa è il sole della mia vita; la lucerna per il cammino verso l’eternità;
un dono della vostra mirabile carità. Io pregherò sempre per chi non
ha questo dono ineffabile della fede.
Perfezionate la mia fede, o Divino Maestro; troppo ho già
meritato il rimprovero: «uomo di poca fede».
(Alberione, Brevi Meditazioni per ogni giorno dell’anno, nn. 652-653)

O Gesù vita, vivi in me, perché io viva in te.
O Gesù vita, non permettere che io mi separi da te.
O Gesù vita, fammi vivere in eterno il gaudio del tuo amore.
(Alberione, Invocazioni a Gesù Maestro)

O Gesù Maestro, Via e Verità e Vita: abbi pietà di noi.
Gloria, Ave Maria

Gesù Vita – 9° Giorno
Parola di Dio
Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare e, saliti in
una barca, si avviarono verso l’altra riva in direzione di Cafarnao. Era
ormai buio, e Gesù non era ancora venuto da loro.
Il mare era agitato, perché soffiava un forte vento.
Dopo aver remato circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava
sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse
loro: “Sono io, non temete”.
Allora vollero prenderlo sulla barca e rapidamente la barca toccò la
riva alla quale erano diretti. (Gv 6,16-21)
La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei
nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. (Rom 5,5)
Parola del Fondatore
Il Signore ha scelto voi, piccolo gregge; non temete perché il Signore si
è compiaciuto di donarvi questa grazia, questa vocazione… Si ha da compiere
in voi un prodigio, un prodigio della grazia di Dio… Bisogna che sempre
ricordiate la preghiera il Patto o Segreto di riuscita … e recitarlo con
grande fede in tutte le vostre Visite, o insieme o singolarmente in tutte le
vostre Visite e poi nelle occasioni che vi si possono presentare.
Tuttavia la recita, perché sia efficace, occorre che sia frutto di una
fede viva, una fede viva che il Signore trasformi, dia una cosa nuova, e
così trasformi voi da piccolo gregge in grande gregge!
(Alberione, Alle Suore Apostoline, Castelgandolfo, 8 marzo 1959)

Gesù, Maestro divino, ti adoriamo come l’Unigenito di Dio,
venuto al mondo per
dare agli uomini la Vita, e la Vita più abbondante.
Vivi in noi, o Gesù, con l’effusione dello Spirito Santo,
onde possiamo amarti con
tutta la mente, tutte le forze, tutto il cuore;
e amare il prossimo come noi stessi per
amor tuo.
Accresci in noi la carità, perché un giorno, richiamati dal sepolcro alla vita gloriosa, siamo a te uniti nel gaudio eterno del cielo.
(Alberione, Coroncina a Gesù Maestro)

O Gesù Maestro, Via e Verità e Vita: abbi pietà di noi.
Gloria, Ave Maria

Istituto Maria Santissima Annunziata

 

Coroncine

CORONCINE SETTIMANALI

DOMENICA: A GESU’ MAESTRO
Nella disposizione delle coroncine adottiamo l’ordine della liturgia, secondo la quale – d’accordo con una consuetudine che risale all’epoca apostolica – la settimana inizia con la domenica.

1. Gesù, Maestro divino, ti adoriamo come verbo incarnato, mandato dal Padre per ammaestrare gli uomini nelle verità che dànno la vita. Tu sei la Verità increata, l’unico Maestro; tu solo hai parole di vita eterna. Ti ringraziamo per aver acceso in noi il lume della ragione e il lume della fede e averci chiamati al lume della gloria. Noi crediamo, sottomettendo tutta la nostra mente a te ed alla Chiesa, e condanniamo quanto la Chiesa condanna. Maestro, mostraci i tesori della tua sapienza, facci conoscere il Padre, rendici veri tuoi discepoli. Accresci la nostra fede perché possiamo pervenire all’eterna visione in cielo.

O Gesù Maestro, Via Verità e Vita: abbi pietà di noi.

2. Gesù, Maestro divino, ti adoriamo come il Diletto del Padre, Via unica per andare a lui. Ti ringraziamo perché ti sei fatto nostro modello; hai lasciato esempi della più alta perfezione; hai invitato gli uomini a seguirti sulla terra ed in cielo. Noi ti contempliamo nei vari tratti della vita terrena; ci mettiamo docilmente alla tua scuola e condanniamo ogni morale diversa dalla tua. Attraici a te, perché camminando sulle tue orme e rinunciando a noi stessi, cerchiamo unicamente la tua volontà. Accresci in noi la speranza operosa e il desiderio di essere trovati nel giudizio simili a te e possederti per sempre in cielo.

O Gesù Maestro, Via Verità e Vita: abbi pietà di noi.

3. Gesù, Maestro divino, ti adoriamo come l’Unigenito di Dio, venuto al mondo per dare agli uomini la Vita, e la Vita più abbondante. Ti ringraziamo perché morendo sulla croce ci hai meritato la vita, che ci comunichi nel battesimo e nutri nell’Eucarestia e negli altri sacramenti. Vivi in noi, o Gesù, con l’effusione dello Spirito Santo, onde possiamo amarti con tutta la mente, tutte le forze, tutto il cuore; e amare il prossimo come noi stessi per amor tuo. Accresci in noi la carità, perché un giorno richiamati dal sepolcro alla vita gloriosa, siamo a te uniti nel gaudio eterno del cielo.

O Gesù Maestro, Via Verità e Vita: abbi pietà di noi.

4. Gesù, Maestro divino, ti adoriamo vivente nella Chiesa, tuo corpo mistico e nostra unica arca di salvezza. Ti ringraziamo di averci dato questa Madre infallibile e indefettibile, nella quale tu continui ad essere per gli uomini Via, Verità e Vita. Ti supplichiamo perché tutti gli infedeli vengano alla sua luce inestinguibile, gli erranti ritornino ad essa, e tutto il genere umano sia unito nella fede, nella comune speranza, nella carità. Esalta la Chiesa, assisti il Papa, santifica i sacerdoti e le anime a te consacrate. Signore Gesù, il nostro sospiro è il tuo: si faccia un solo ovile sotto un solo pastore perché tutti possiamo riunirci nella Chiesa trionfante in cielo.

O Gesù Maestro, Via Verità e Vita: abbi pietà di noi.

5. Gesù, Maestro divino, ti adoriamo con gli angeli che cantarono i motivi della tua incarnazione: « Gloria a Dio e pace agli uomini ». Ti ringraziamo di averci chiamati a partecipare al medesimo tuo apostolato. Accendi in noi la tua stessa fiamma dello zelo per Dio e per le anime. Riempi di te tutto il nostro essere: vivi in noi perché ti irradiamo con l’apostolato della preghiera e della sofferenza, delle edizioni e della parola, dell’esempio e delle opere. Manda buoni operai alla tua messe; illumina i predicatori, i maestri, gli scrittori; effondi in essi lo Spirito Santo; disponi le menti ed i cuori ad accoglierlo. Vieni, Maestro e Signore! Insegna e regna, per Maria, Madre, Maestra e Regina.

O Gesù Maestro, Via Verità e Vita: abbi pietà di noi.

LUNEDI’ A SAN PAOLO APOSTOLO
Nel primo lunedì ci accostiamo a san Paolo per conoscerlo e pregarlo, per ottenere e formare buone vocazioni,
per chiedere lo spirito di apostolato per noi e per i Cooperatori.

1. Ti ringrazio, o Gesù, per la grande misericordia concessa a san Paolo nel mutarlo da fiero persecutore in ardente apostolo della Chiesa. E tu, o grande santo, ottienimi un cuore docile alla grazia, la conversione dal mio difetto principale e una piena configurazione a Gesù Cristo.

San Paolo apostolo: prega per noi.

2. Ti ringrazio, o Gesù, per aver eletto l’apostolo Paolo a modello e predicatore della santa verginità. E tu, o San Paolo, caro mio padre, custodisci la mia mente, il mio cuore, i miei sensi, perché possa conoscere, amare, servire soltanto Gesù, e consacrare alla sua gloria tutte le mie forze.

San Paolo apostolo: prega per noi.

3. Ti ringrazio, o Gesù, per aver dato, per mezzo di San Paolo, esempi ed insegnamenti di perfetta obbedienza. E tu, o grande santo, ottienimi umile docilità a tutti i miei superiori, sicuro che nell’obbedienza troverò la vittoria contro i miei nemici.

San Paolo apostolo: prega per noi.

4. Ti ringrazio, o Gesù, per avermi insegnato, con le opere e con le parole di san Paolo, il vero spirito di povertà. E tu, o grande santo, otiienimi lo spirito evangelico della povertà, affinché, dopo averti imitato in vita, possa esserti compagno nella gloria in cielo.

San Paolo apostolo: prega per noi.

5. Ti ringrazio, o Gesù per aver dato a san Paolo un cuore pieno di amore a Dio e alla Chiesa, e di aver salvato per il suo zelo tante anime. E tu, o nostro amico, ottienimi vivo desiderio di esercitare l’apostolato della comunicazione sociale, della preghiera, dell’esempio, delle opere e della parola, perché possa meritare il premio promesso ai buoni apostoli.

San Paolo apostolo: prega per noi.

Ai santi apostoli Pietro e Paolo

1. Ti benedico, o Gesù buon Pastore, perché ti sei formato in Pietro e Paolo i due massimi pastori della Chiesa ed hai salvato per il loro ministero innumerevoli fratelli. E voi, o santi apostoli, intercedete per me il dono della conversione e un grande amore alla mia vocazione.
O santi apostoli Pietro e Paolo, pregate per noi e per la Chiesa di Gesù Cristo.

2. Ti benedico, o Gesù buon Pastore, che hai dato a Pietro e Paolo un grande amore a Dio e agli uomini. E voi, o santi apostoli, ottenetemi da Gesù e da Maria un cuore verginale e la grazia di consacrare al Signore tutte le mie forze.
O santi apostoli Pietro e Paolo, pregate per noi e per la Chiesa di Gesù Cristo.

3. Ti benedico, o Gesù buon Pastore, perché hai eletto i santi Pietro e Paolo predicatori e modelli di povertà. E voi, o nostri potenti protettori, otteneteci da Gesù e da Maria l’amore alla povertà perché possiamo ereditare i beni del cielo.
O santi apostoli Pietro e Paolo, pregate per noi e per la Chiesa di Gesù Cristo.

 4. Ti benedico, o Gesù buon Pastore, perché pasci e guidi il tuo popolo per mezzo di coloro che ti rappresentano. E voi, o santi apostoli Pietro e Paolo, ottenetemi lo spirito di obbedienza, sicura che per essa giungerò alla salvezza.
O santi apostoli Pietro e Paolo, pregate per noi e per la Chiesa di Gesù Cristo.

5. Ti benedico, o Gesù buon Pastore, che hai coronato la vita dei santi apostoli con glorioso martirio. E voi, o nostri custodi, ottenetemi la grazia di esercitare l’apostolato della preghiera, del buon esempio, della sofferenza e dell’azione pastorale e di raggiungere il premio preparato ai buoni apostoli.
O santi apostoli Pietro e Paolo, pregate per noi e per la Chiesa di Gesù Cristo.

MARTEDI’ alle anime del purgatorio
Il primo martedì è dedicato alle anime del purgatorio per recare a loro suffragio e per evitare a noi le pene del purgatorio.

1. O Signore, mio creatore e redentore, io credo che nella tua giustizia e misericordia hai disposto il purgatorio per le anime che passano all’eternità prima di aver soddisfatto del tutto i debiti di colpa o di pena. E credo che nella tua misericordia accetti i suffragi, specialmente il sacrificio della Messa, per loro sollievo e liberazione. Ravviva in me la fede e infondimi sentimenti di pietà verso questi cari fratelli dolenti.

L’eterno riposo…

2. O Signore, Gesù Cristo, re della gloria, per l’intercessione di Maria e di tutti i santi, libera dalle pene del purgatorio le anime dei fedeli defunti. E tu, o san Michele, principe della milizia celeste, guidale nella luce santa promessa dal Signore ad Abramo e alla sua discendenza. Ti offro, o Signore, sacrifici e preghiere di lode; tu accettali per quelle anime, e ammettile alla luce e alla gioia eterna.

L’eterno riposo…

3. O Gesù, Maestro buono, ti supplico per le anime verso le quali ho più stretti doveri di riconoscenza, giustizia, carità, parentela: i genitori, i benefattori spirituali e corporali, i congiunti. Ti raccomando le persone che sulla terra hanno avuto maggiori responsabilità: i sacerdoti, i governanti, i superiori, i religiosi. Ti prego ancora per le anime dimenticate e per le più devote di Gesù Maestro, della Regina degli Apostoli, di san Paolo apostolo. Degnati di chiamarle presto alla celeste beatitudine.

L’eterno riposo…

4. Ti ringrazio, o Gesù, Maestro divino, disceso dal cielo a sollevare l’uomo da tanti mali con la tua dottrina, santità e morte. Ti supplico per le anime che si trovano in purgatorio a causa della stampa, del cinema, della radio e televisione. Confido che queste anime, una volta liberate dalle loro pene e ammesse all’eterno gaudio, ti preghino e supplichino per il mondo moderno, affinché i tanti beni, che ci hai elargiti per l’elevazione della vita presente, siano pure adoperati per l’apostolato e la vita eterna.

L’eterno riposo…

5. O Gesù misericordioso, per la tua dolorosa passione e per l’amore che mi porti, ti prego , ti perdonarmi le pene meritate per questa o l’altra vita con i miei molti peccati. Concedimi spirito di penitenza, delicatezza di coscienza, odio a ogni venialità deliberata e le disposizioni necessarie per l’acquisto delle indulgenze. Io m’impegno a suffragare le anime purganti in quanto posso; e tu, Bontà infinita, infondimi un fervore sempre più vivo perché l’anima mia, sciolta dai vincoli del corpo, sia ammessa a contemplarti per sempre in cielo.

L’eterno riposo…

ATTO EROICO DI CARITÀ

O mio Dio, per la tua maggior gloria, in unione ai meriti di Gesù e di Maria,
io ti offro e cedo per le anime del purgatorio la parte soddisfatoria di tutto il bene che farò,
e tutti i suffragi che riceverò dopo la mia morte.
Disponi tutto secondo la tua divina volontà.

MERCOLEDI’ a San Giuseppe
Il primo mercoledì è dedicato a san Giuseppe, con tre fini: protezione sopra la Chiesa universale; assistenza su ciascuno di noi e una buona morte per tutti gli agonizzanti del mese; la divina Provvidenza in tutti i bisogni.

1. O san Giuseppe, fedele cooperatore nella nostra redenzione, abbi pietà della povera umanità ancora avvolta in tanti errori, vizi e superstizioni. Tu fosti docile strumento nelle mani del Padre celeste a disporre tutto per la nascita, la fanciullezza di Gesù e la preparazione della Vittima, del Sacerdote, del Maestro divino agli uomini. O santo docilissimo al volere di Dio, ottienici zelo per le vocazioni e la loro formazione. Per noi ti chiediamo generosa e costante corrispondenza al prezioso dono della chiamata di Dio.

San Giuseppe, prega per noi.

2. O san Giuseppe, modello di ogni virtù, ottienici il tuo spirito interiore. Nel silenzio amoroso ed operoso, nella pratica di tutte le prescrizioni religiose e sociali, nella docilità a tutto il volere di Dio, hai raggiunto un altissimo grado di santità e di gloria celeste. Ottienici aumento di fede, speranza e carità; larga infusione delle virtù cardinali; abbondanza dei doni dello Spirito Santo.

San Giuseppe, prega per noi.

3. O san Giuseppe, ti veneriamo come il modello dei lavoratori, l’amico dei poveri, il consolatore dei sofferenti ed emigrati, il santo della Provvidenza. Sopra la terra hai rappresentato la bontà e la premura universale del Padre celeste. Fosti il fabbro di Nazaret e maestro di lavoro al Figlio di Dio, fattosi umile lavoratore per noi. Soccorri con le tue preghiere quanti faticano nel lavoro intellettuale, morale e materiale. Alle nazioni ottieni una legislazione conforme al Vangelo, lo spirito di carità cristiana, un ordinamento conforme a giustizia e pace.

San Giuseppe, prega per noi.

4. O san Giuseppe, padre putativo di Gesù, benedico il Signore per le intime tue comunicazioni con lui durante la sua infanzia e giovinezza a Betlemme, in Egitto, a Nazaret. Lo hai paternamente amato e sei stato filialmente riamato. La tua fede ti faceva adorare in lui il Figlio di Dio incarnato, mentre egli ti ubbidiva, ti serviva, ti ascoltava. Avevi con lui soavi conversazioni, comunanza di lavoro, grandi pene e dolcissime consolazioni. Ottienimi la grazia di mai offendere e perdere Gesù col peccato. Prega per me che possa sempre comunicarmi e confessarmi bene, arrivare a una grande intimità e a un amore tenero e forte verso Gesù, sopra la terra, , ed a possederlo per sempre in cielo.

San Giuseppe, prega per noi.

5. O san Giuseppe, sposo purissimo di Maria, umilmente ti preghiamo di ottenerci una vera devozione alla nostra tenera Madre, Maestra e Regina. Per divina volontà, la tua missione fu asociata a quella di Maria. Con Maria dividesti pene e gioie; con lei vi fu una santa emulazione di virtù, di lavoro e di meriti; unione di mente e di cuore. O san Giuseppe, prega per i padri e le madri di famiglia. Ottienici la grazia di conoscere la santissima Vergine Maria, di imitarla, amarla e pregarla sempre. Attira tante anime al suo cuore materno.

San Giuseppe, prega per noi.

6. O san Giuseppe, protettore degli agonizzanti, ti supplichiamo per tutti i morenti, e per la tua assistenza nell’ora della nostra morte. Tu meritasti un transito felice con una santa vita e nelle tue ultime ore avesti l’ineffabile consolazione dell’assistenza di Gesù e Maria. Liberaci dalla morte improvvisa; concedici la grazia di imitarti in vita, di distaccare il cuore da ogni cosa mondana e raccogliere ogni giorno tesori per il momento della morte. Fa’ che allora possiamo ricevere bene i sacramenti degli infermi e con Maria ispiraci sentimenti di fede, speranza, carità e dolore dei peccati, perché spiri in pace l’anima nostra.

San Giuseppe, prega per noi.

7. O san Giuseppe, protettore della Chiesa universale, volgi benigno lo sguardo sopra il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti, i religiosi, i cristiani; prega per la santificazione di tutti. La Chiesa è frutto del sangue di Gesù, tuo Figlio putativo. Affidiamo a te le nostre suppliche per l’estensione, la libertà, l’esaltazione della Chiesa. Difendila dagli errori, dal male e dalle forze dell’inferno come un giorno salvasti l’insidiata vita di Gesù dalle mani di Erode. Si avveri il sospiro di Gesù: un solo ovile sotto un solo pastore.

San Giuseppe, prega per noi.

GIOVEDI’ : all’Angelo custode
Il primo giovedì è dedicato all’angelo custode: per conoscerlo; per essere liberati dalle suggestioni del demonio
nei pericoli spirituali e materiali; per seguirlo nella sua premurosa cura per condurci con lui in cielo.

1. Padre celeste, ringrazio la tua infinita bontà per avermi affidato, fin dal momento in cui l’anima mia è uscita dalle tue mani creatrici, ad un angelo affinché mi illumini, custodisca, regga e governi. E ringrazio anche te, mio angelo custode, che mi accompagni ogni giorno nel viaggio di ritorno al Padre celeste. Le tue sante ispirazioni, la continua difesa dai pericoli spirituali e corporali, le tue potenti preghiere presso il Signore sono per me un grande conforto e sicura speranza.

Angelo di Dio che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidato dalla Pietà Celeste. Amen

2. Angelo mio custode, tu che sempre contempli il Signore e che mi vuoi tuo concittadino in cielo, ti prego di ottenermi dal Signore perdono perché tante volte sono stato sordo ai uoi consigli, ho peccato alla tua presenza, tanto poco mi ricordo che sempre mi sei vicino.

Angelo di Dio…

3. Angelo mio custode, fedele e forte in virtù, tu sei uno degli angeli che in cielo, guidati da san Michele, vinsero satana e i suoi seguaci. La lotta di un giorno in cielo continua ora sopra la terra: il principe del male e i suoi seguaci sono contro Gesù Cristo, e insidiano le anime.
Prega l’immacolata Regina degli Apostoli per la Chiesa, la città di Dio che combatte contro la città di satana. O san Michele arcangelo, difendici con tutti i tuoi seguaci nella lotta; sii nostra forza contro la malizia e le insidie del demonio. Che il Signore lo soggioghi! E tu, principe della corte celeste, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che percorrono il mondo per la perdizione delle anime.

Angelo di Dio…

4. O angeli del Paradiso, custodite scrittori, tecnici e propagandisti delle tecniche audiovisive e tutti coloro che le usano. Difendeteli dal male, guidateli nella verità, ottenete loro la vera carità. Chiedete al Signore, per l’apostolato di queste tecniche, le vocazioni necessarie e accompagnatele nella loro delicata missione. Ispirate a tutti di contribuire con l’azione, la preghiera e le offerte all’apostolato della comunicazione sociale. Illuminate, custodite, reggete e governate il mondo delle tecniche audiovisive, perché serva ad elevare il livello della vita presente e a orientare l’umanità verso i beni eterni.

Angelo di Dio…

5. O angeli tutti del Signore, voi siete chiamati a fare nobile corte, dare lode e benedire incessantemente l’augusta Trinità, a riparare alle nostre dimenticanze. Siete i veri amatori di Dio e delle anime e continuate il canto: « gloria a Dio nel cielo altissimo e pace in terra agli uomini di buona volontà ». Vi supplichiamo per l’umanità intera perché conosca il vero e solo Dio, il Figlio da lui inviato e la Chiesa, colonna di verità. Pregate perché sia santificato il nome di Dio, venga il regno di Gesù Cristo e si compia la sua volontà, come in cielo così in terra. Stendete la vostra protezione sopra i governanti, i lavoratori, i sofferenti; ottenete benedizioni e salvezza a tutti quelli che cercano la verità, la giustizia e la pace.

Angelo di Dio…

VENERDI’: al Sacro Cuore di Gesù
Il primo venerdì è dedicato al cuore di Gesù per conoscere, stimare e corrispondere ai suoi grandi doni:
il Vangelo, l’Eucaristia, la Chiesa, il Sacerdozio, lo Stato Religioso, Maria santissima, la stessa sua vita.

O Gesù, nostro Maestro io. indegno peccatore, postrato innanzi a te, adoro il tuo cuore, che tanto ha amato gli uomini e nulla ha risparmiato per essi. Io credo al tuo amore infinito per noi. Ti ringrazio dei grandi doni che per amore facesti agli uomini, specialmente: il Vangelo, la Eucaristia la Chiesa, il Sacerdozio, lo Stato Religioso, Maria come madre, la tua stessa vita.

1. O Gesù, Maestro divino, ringrazio e benedico il tuo cuore generosissimo per il grande dono del Vangelo. Tu hai detto: « sono stato mandato a evangelizzare i poveri ». Le tue parole portano la vita eterna. Nel Vangelo hai svelato misteri divini, insegnato la via di Dio con veracità, offerto i mezzi di salvezza. Concedimi la grazia di custodire il tuo Vangelo con venerazione, di ascoltarlo e leggerlo secondo lo spirito della Chiesa e diffonderlo con l’amore con cui tu lo hai predicato. Che esso sia conosciuto, onorato, accolto da tutti! Che il mando conformi ad esso la vita, le leggi, i costumi, le dottrine! Che il fuoco da te portato sopra la terra tutti accenda, illumini, riscaldi. Dolce cuore del mio Gesù, fa’ ch’io t’ami sempre più.

2. O Gesù, Maestro divino, ringrazio e benedico il tuo cuore amorosissimo per il gran dono dell’Eucarestia. Il tuo amore ti fa dimorare nel santo tabernacolo, rinnovare la tua passione nella Messa, darti in cibo alle nostre anime nella Comunione. Che io ti conosca, o Dio nascosto! Che io attinga acque salutari alla fonte del tuo cuore! Concedimi di visitarti ogni giorno in questo sacramento; di comprendere e partecipare attivamente alla santa Messa; di comunicarmi spesso e can le dovute disposizioni.

Dolce cuore…

3. O Gesù, Maestro divino, benedico e ringrazio il tuo cuore dolcissimo per il grande dono della Chiesa. Essa è la Madre che ci istruisce nella verità, ci guida nella via del cielo, ci comunica la vita soprannaturale. Essa continua la tua medesima missione salvatrice sopra la terra, come tuo Corpo Mistico. È l’arca della salvezza; è infallibile, indefettibile, cattolica. Concedici la grazia di amarla, come tu l’hai amata e santificata nel tuo sangue. Che il mondo la conosca, che ogni pecorella entri nel suo ovile, che tutti cooperinoumilmente al tuo Regno.

Dolce cuore…

4. O Gesù, Maestro divino, ringrazio e benedico il tuo cuore amantissimo per l’istituzione del Sacerdozio.I sacerdoti sono mandati da te, come tu fosti mandato dal Padre. Ad essi hai consegnato i tesori della tua dottrina, della tua legge, della tua grazia, le anime stesse. Concedimi 1a grazia di amarli, di ascoltarli, di lasciarmi guidare da loro nelle tue vie. Manda buoni operai alla tua messe, o Gesù. Siano i sacerdoti sale che purifica e preserva; siano la luce del mondo; siano la città posta sul monte; siano tutti fatti secondo il tuo cuore; abbiano un giorno in cielo attorno a sé, come corona e gaudio, un largo stuolo di anime conquistate.

Dolce cuore

5. O Gesù Maestro divino, ringrazio e benedico il tuo santissimo cuore per l’istituzione dello Stato Religioso. Come in cielo, così in terra, sono molte le mansioni. Hai scelto i figli della tua predilezione; li hai chiamati alla perfezione evangelica; ti sei fatto loro esempio, loro aiuto, loro premio. Moltiplica, o cuore divino, le vocazioni religiose: sostienile nella fedele osservanza dei consigli evangelici; siano le aiuole più profumate della Chiesa, siano le anime che ti consolano, che pregano, che zelano la tua gloria con ogni apostolato.

Dolce cuore…

6. O Gesù, Maestro divino, ringrazio e benedico il tuo cuore pietosissimo per averci donato Maria SS. come Madre, Maestra e Regina. Dalla croce tu ci hai posti tutti nelle sue mani; le hai dato un gran cuore, una grande sapienza, un grande potere. Che l’umanità intera la conosca, l’ami, la preghi! Che tutti si lascino da lei condurre a te, Salvatore degli uomini! Io mi metto nelle sue mani, come ti sei messo tu. Con questa Madre adesso, nell’ora della mia morte per l’eternità.

Dolce cuore…

7. O Gesù, Maestro divino, ringrazio e benedico il tuo Cuore mitissimo, che ti spinse a dare la vita per me. Il tuo sangue, le tue piaghe, i flagelli, le spine, la croce, il tuo capo inclinato dicono al mio cuore: « Nessuno ama più di chi dà la vita per l’amato ». Il pastore è morto per dare la vita alle pecorelle. Anch’io voglio spendere la mia vita per te; fa’ che sempre, in tutto, ovunque, tu possa disporre di me secondo la tua maggior gloria e sempre io ripeta: « Sia fatta la tua volontà ». Infiamma il mio cuore di santo amore per te e per le anime.

Dolce cuore…

SABATO: alla Regina degli Apostoli
Il primo sabato è per conoscere, amare, imitare, pregare sempre di più la regina, madre e maestra nostra, Maria.

1. Amabilissima Regina del cielo e della terra, figlia prediletta del Padre, eccelsa Madre del divin Figlio, inclita sposa dello Spirito Santo,
io venero e lodo quel privilegio unico al mondo, per cui, piacendo al Signore nella tua umiltà e fede, conservando la più illibata verginità, divenisti la grande Madre del divin Salvatore, nostro Maestro, luce vera del mondo, sapienza increata, fonte di ogni verità e primo apostolo delle verità.
Hai dato al mando a leggere il libro: il Verbo eterno. Per il gaudio ineffabile che provasti e per quel privilegio così sublime, benedico l’augusta Trinità e ti prego di ottenermi la grazia della sapienza celeste, di essere umile e fervente discepolo di Gesù, figlio devoto della Chiesa, colonna di verità. Fa’ risplendere sui confini più lontani del mondo la luce del Vangelo, sconfiggi gli errori, raduna attorno alla cattedra di Pietro tutti gli uomini. Illumina i dottori, i predicatori, gli scrittori, o Madre del buon Consiglio, o sede della Sapienza, o Regina dei santi.

Regina degli Apostoli, prega per noi.

2. O Maria, Regina degli angeli tutti, piena di grazia, concepita senza macchia, benedetta fra le creature, tabernacolo vivente di Dio, ricorda il doloroso e solenne istante in cui il moribondo Gesù dalla croce ti donò per figlio Giovanni, e in lui tutti gli uomini e specialmente tutti gli apostoli. Quale tenerissima carità inondò in quel momento il tuo cuore per le anime consacrate all’apostolato, alla sequela della croce, all’amore di Gesù. Per i dolori ineffabili tuoi e del tuo divin Figlio, per i1 tuo cuore di Madre, o Maria, accresci la gloriosa schiera degli apostoli, dei missionari, dei sacerdoti, delle vergini. Risplenda in questa schiera la santità della vita, l’integrità dei costumi, la solida pietà, l’umiltà più profonda, la fede più ferma, la carità più ardente. Siano tutti santi, sale purificante della terra e luce del mondo.

Regina degli Apostoli, prega per noi.

3. O Vergine candidissima, augusta regina dei Martiri, stella del mattino, sicuro rifugio dei peccatori, rallegrati per i giorni in cui sedesti Maestra, conforto e Madre degli Apostoli nel cenacolo, per invocare ed accogliere il divin Paraclito, lo Spirito coi sette doni, Amore del Padre e del Figlio, rinnovatore degli apostoli. Per la tua stessa onnipotenza supplichevole, per quelle tue umili ed irresistibili preghiere che commuovono sempre il cuore di Dio, ottienimi la grazia di comprendere il valore delle anime, che Gesù Cristo riscattò dall’inferno col suo preziosissimo sangue. Possa ognuno di noi entusiasmarsi per la bellezza dell’apostolato cristiano; la carità di Cristo ci sospinga, ci commuovano le miserie spirituali della povera umanità. Fa’ che sentiamo nel nostro cuore i bisogni della fanciullezza, della gioventù, della virilità, della vecchiaia; che la grande Africa, l’immensa Asia, la promettente Oceania, la travagliata Europa, le due Americhe esercitino un fascino potente sulle nostre anime; che l’apostolato dell’esempio e della parola, della preghiera e della stampa, del cinema, della radio e della televisione, delle anime purganti, conquisti tanti cuori generosi, fino ai più penosi sacrifici; o Madre della Chiesa, o Regina degli Apostoli, o avvocata nostra, a te sospiriamo, gementi in questa valle di lacrime.

Regina degli Apostoli, prega per noi.

4. O nostra tenera Madre Maria, porta del cielo, sorgente di pace e di letizia, aiuto dei cristiani, fiducia dei moribondi e speranza anche dei disperati, io penso al momento fortunato per te in cui lasciasti la terra per volare fra le braccia benedette di Gesù. Fu la predilezione onnipotente di Dio che bella e immortale ti assunse al cielo. Ti vedo esaltata sopra gli angeli e i santi, i confessori e i vergini, gli apostoli e i martiri, i profeti e i patriarchi, e anch’io dal fango delle mie colpe oso unire la voce di un colpevole indegno, ma pentito, per lodarti e benedirti. O Maria, convertimi una buona volta. Dammi una vita penitente, perché possa avere una morte santa e possa un giorno confondere con quella dei santi la mia voce e lodarti in paradiso. Io mi consacro a te e per te a Gesù; rinnovo qui consapevole e alla presenza di tutta la corte celeste, le promesse fatte nel santo battesimo. Ripeto il proposito, che depongo nel tuo cuore, di lottare contro il mio amor proprio e far guerra senza tregua al mio difetto principale, che tante volte mi ha gettato nella colpa. O Maria, procurati 1a gloria più bella, cambia un gran peccatore in un gran santo, o rifugio dei peccatori, o stella del mattino, o consolatrice degli afflitti.

Regina degli Apostoli, prega per noi.

5. O Maria, stella del mare, mia dolce sovrana, nostra vita e regina della pace, quanto fu grande e quanto dolce il giorno in cui l’augusta Trinità ti incoronò regina del cielo e della terra, dispensiera di tutte le grazie, Madre nostra amabilissima: quale trionfo per te! quale felicità per gli angeli, per i santi, per la terra, per il purgatorio! Lo so, o Maria, chi ti ama sarà salvo e chi ti ama tanto sarà santo e parteciperà un giorno al tuo trionfo in cielo. Io non dubito della tua clemenza, né della tua potenza, temo la mia incostanza nel pregarti. Ottienimi la perseveranza, o Maria; sii la mia salvezza. Sento le mie passioni, il demonio, il mondo.

O Maria, tienimi stretto a te ed al tuo Gesù! Non lasciarmi cadere, non ti allontanare un istante, o Madre. È dolce rivolgere a te il primo sguardo al mattino, camminare sotto il tuo manto nel giorno, addormentarmi sotto il tuo sguardo la sera. Tu hai sorrisi per i fanciulli innocenti, robustezza per la gioventù che lotta, luce per la virilità che lavora, conforto per la vecchiaia che attende il cielo. O Maria, a te consacro la vita intera, prega per me adesso e nell’estrema lotta sul letto di morte. Accogli l’anima mia quando sarà spirata e non lasciarmi che quando io potrò prostrarmi al tuo trono in cielo, per amarti tutta l’eternità. Maria, mia regina, mia avvocata, mia dolcezza, ottienimi la santa perseveranza.

Regina degli Apostoli, prega per noi.

ATTO DI CONSACRAZIONE A MARIA SS.MA

Io sono tutto tuo, e tutto quanto posseggo te lo offro,
amabile mio Gesù, per mezzo di Maria, tua santissima Madre.

Tutta l’esistenza di Don Alberione fu una trama intessuta di azione apostolica e di preghiera, secondo il motto benedettino che gli era familiare, e che tradusse come norma per i suoi: «L’orazione prima di tutto, sopra tutto, vita di tutto» (CISP 97). E come Gesù, ai Dodici che lo supplicavano di insegnare loro a pregare, propose la formula del “Padre nostro”, così Don Alberione – vivendo intensamente egli stesso la preghiera – la insegnò ai suoi, tramite formule ritenute veicoli concreti di uno spirito, “contenitori” di un deposito destinato a durare. Le preghiere che qui riportiamo (tratte da “Le preghiere della Famiglia Paolina”, Roma 1998) sono un piccolo campione delle formule esprimenti la sua fede in Dio, la sua devozione alle persone di Cristo, di Maria, di San Paolo, e lo spirito che egli intendeva trasfondere.

Preghiere tratte dal Libro delle preghiere della Famiglia Paolina

 

 

Due donne una missione

Due donne, una missione
Domenico Soliman, SSP  23 Luglio 2019  /  Creato: 23 Luglio 2019

Antonietta Guadalupi. Fernanda Maria da Costa Simões Annunziatine

Tra qualche giorno, ovvero il prossimo 30 luglio, ricorrono 18 anni dalla morte dell’Annunziatina Antonietta Guadalupi. Nella Famiglia Paolina non tutti ancora la conoscono ma la sua vita è stata davvero interessante. Nata a Brindisi (Italia) nel 1947, diventa infermiera professionale, dando vita alla prima struttura di accoglienza e assistenza dei malati e dei parenti presso l’Istituto Nazionale dei tumori di Milano, una vera novità in quegli anni. Ha aiutato molte famiglie ad affrontare la malattia, a scoprire o riscoprire un cammino di fede… Il suo modo di accogliere le persone e di accompagnarle, il modo di aver cura di loro, insieme alla sua fama di santità dopo la morte sono tutti elementi che hanno motivato il vescovo di Brindisi a iniziare ufficialmente, con molta probabilità nel prossimo autunno, il processo di canonizzazione nella fase diocesana. Una donna che ha vissuto la comunicazione come carisma perché il suo modo di creare relazioni con tutti apparteneva a quella “cultura dell’incontro” così cara alla Famiglia Paolina.

In questa occasione vale la pena ricordare anche una seconda Annunziatina. Parliamo di Fernanda Maria da Costa Simões, portoghese, nata nel 1924 e morta nel 1973. Anche Fernanda è poco conosciuta e non è in atto nessun processo di canonizzazione, ma un piccolo libro, La grande opzione di una giovane moderna, riporta i tratti più significativi di questa apostola paolina, lei che ha intuito quanto il film poteva essere di aiuto nella catechesi e nella formazione cristiana. Questa intuizione l’ha concretizzata nel suo contesto parrocchiale, con slancio, proponendo e riproponendo nei suoi incontri storie edificanti raccontate per immagini… Una donna che ha lasciato una traccia di bene tra la sua gente, testimonianza di amore semplice e concreto, sempre dal colore paolino.

Queste due donne ben diverse per provenienza e per contesto apostolico portano in loro il medesimo germe di vita. Per capire il segreto della loro vita dobbiamo attingere all’esperienza del giovane sedicenne Giacomo Alberione, quando nella famosa notte, sentì di fare qualcosa per gli uomini del nuovo secolo. Questa luce o questa esperienza spirituale di Dio è divenuta il centro propulsore per tutto il bene che dal 1914 si è concretizzato nella vita paolina.

Ad Antonietta e a Fernanda dobbiamo associare tanti Paolini e Paoline che hanno vissuto con amore e creatività lo slancio apostolico di san Paolo. Sono esempi non chiusi nel passato ma testimonianze che ci aiutano a dar concretezza al nostro oggi apostolico. Anche noi come loro viviamo difficoltà e opportunità… ma il medesimo Spirito suggerisce quella creatività apostolica che è il nostro modo di “fare qualcosa” per gli altri nella moderna cultura della comunicazione.

Dal medesimo punto di vista dobbiamo leggere la vita e l’operato dei nostri Beati Giacomo e Timoteo, dei venerabili Tecla, Scolastica, Maggiorno, Andrea, Francesco e i venerabili coniugi Bernardini (Cooperatori Paolini). Invocarli, chiedere un aiuto, una grazia o una guarigione a Dio tramite la loro intercessione è ciò che attendono ancora oggi da noi, poiché tutta la loro vita è stata un «servire la Chiesa, gli uomini del nuovo secolo e operare con altri» (AD, 20).

Don Domenico Soliman è il Postulatore generale della Famiglia Paolina

da: paulus.net

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Particolari copertine Siateperfetti

Stato Privilegiato

Stato privilegiato dell’Annunziatina

Ogni giorno nella Messa ricordo le Annunziatine e ringrazio il Signore per tutte le particolari elargizioni di grazie che ha fatto loro, perché lo stato delle Annunziatine è veramente uno stato di privilegio, di grazia di Dio. Il Signore, infatti, chiama le Annunziatine a vivere unicamente per Lui, per l’eternità e a lavorare per la salvezza delle anime. Così esse hanno due grazie: quella di una santificazione maggiore e, in cielo, avranno una corona d’anime da loro aiutate, da loro salvate, da loro illuminate, da loro confortate, da loro portate a Dio. Ecco, una vita che si rassomiglia a quella di Maria, una vita spesa per Dio, in ordine sempre alla salvezza e alla santificazione, e una vita spesa per le anime, per il prossimo. Il Signore quando destina un’anima allo stato particolare di consacrazione a Lui e di apostolato, prepara quest’anima dal momento della creazione. Dal momento della creazione, il Signore infonde maggiori qualità, maggiore intelligenza, maggiori tendenze sempre più forti al bene; infonde poi nel battesimo uno spirito di fede più profondo. Quando eravamo bambini appena nati non sapevamo che cosa fosse meglio per noi, non ci pensavamo; ma il Signore ci ha amato dall’eternità e ci ha amato particolarmente nella creazione, nel battesimo e nei sacramenti successivi. Nel battesimo ha incluso un’inclinazione alla fede, un’inclinazione più forte alla speranza cristiana, all’amore di Dio; ha infuso maggiore grazia, perché il Signore come non fa due facce perfettamente uguali (non ci sono due facce di persone perfettamente uguali, in qualche cosa si distinguono sempre), così non vi sono due anime perfetta mente uguali. Vi è una schiera d’anime chiamate alla vita comune, alla vita cristiana, e vi è una schiera minore chiamata alla consacrazione, a vivere per Dio, per Dio solo senza divisioni, e, nello stesso tempo, chiamate a collaborare alla salvezza delle anime. Si dice spesso, ad esempio, che la castità importi mortificazioni. Il cuore può essere un po’ troppo depresso e alcuni credono che sia un cuore sterile e isolato. No, la castità è pienamente feconda e cioè non Si ama una persona soltanto, non si crea una famiglia. Vi sono persone che nell’apostolato producono schiere d’anime a cui comunicano la vita eterna in tante maniere: per mezzo dell’istruzione cristiana dei catechismi, per mezzo della formazione cristiana, per mezzo della preghiera, dei sacrifici. Sì, è una scelta fatta non per un piccolo gruppo di anime, ma per avere, secondo il corpo mistico della Chiesa, una quantità di anime. Allora si diventa madri di tante anime. È una maternità nuova, superiore, immensamente superiore a quella naturale. Primo perché è spirituale; poi perché arriva a una quantità di anime molto più numerose, in generale. Gesù ha dato la vita per le anime e coloro che vogliono imitare Gesù devono sacrificarsi anch’esse per le anime. Allora c’è la rassomiglianza con Gesù: fate il mio cuore simile al vostro. Quindi è uno stato di privilegio. Se noi pensiamo a questo cerchiamo di comprenderlo sempre maggiormente. Perché è uno stato di privilegio? È stato di privilegio perché si tratta di una vita pienamente consacrata al Signore. Ecco, le Annunziatine sono chiamate a fare i tre voti. Che cosa dobbiamo dare a Dio? Dobbiamo dare a Dio tutto quello che Lui desidera, dobbiamo dargli quello che abbiamo. Ora che cosa abbiamo? Noi possiamo avere i beni esterni che sono il corpo, la salute, gli averi, le sostanze, il denaro, ciò che si possiede, una casa, una villa, o semplicemente un’abitazione comune. Si consacra tutto e si dà a Dio, se ne fa Dio padrone, noi poi ne abbiamo solo l’uso, perché è tutto di Dio. Quella casa, quella camera  dove abito è sacra. Così tutto quello che si usa per vivere, il denaro, il vestito, le spese per l’abitazione, per la vita ordinaria; si usa di cose che sono di Dio. E allora ecco che noi ci troviamo come nella casa di Dio. Dio è il padrone di tutto e noi usiamo quel che Dio ha preparato, quel che Dio ci ha dato. Abbiamo offerto al Signore quello che Egli ci ha dato e ne usiamo. Prima possedevamo; dopo usiamo. Dopo il voto di povertà usiamo quello che è di Dio. Si possiede ancora civilmente? Sicuro; ma in realtà si è fatto padrone Dio, per cui si tratta di un altro dominio, che è superiore a quello che si intende quando si parla in senso ordinario di possedere una casa, una macchina o del denaro; sì, civilmente per quel che riguarda, ad esempio, la terra, resta di nostra proprietà; ma questa proprietà la diamo al Signore e poi noi ne usiamo. Come? Se Dio è padrone, noi domandiamo quasi il permesso a Dio come se gli dicessimo: questo che è tuo posso usarlo così? È gradito a Te ch’io adoperi ciò in questa maniera o in quell’altra? Per far quest’opera, oppure per aiutare qualcuno della famiglia, o per donare alla Chiesa, o per conservare la vita, o per il vestito, per l’abitazione, per il cibo? Fare come Gesù che andava con la scodellina a ricevere la minestra dalla Madonna e se ne cibava. La Madonna era come l’amministratrice della casa. Questo ci mette in una condizione che è chiarita dalla parola che disse il Papa quando vide la casa di san Bernardo, piena di religiosi: « Siamo stati a vedere non degli uomini, ma degli angeli ». Vivono all’ordine di Dio, secondo il suo volere e come sono dotati di una spiritualità superiore. Così, oltre che per i beni materiali, possiamo dare a Dio il corpo, consacrarlo a Lui. Il Signore ha infuso in noi delle energie, ha donato la salute, ha voluto che noi potessimo operare il bene con il corpo, perché, ad esempio, per pregare ci vuole il corpo e l’anima. Finché il corpo è unito all’anima, può fare il bene. 

Beato Alberione

Continua a pag.160 – 20 Stato Privilegiato – MCS

Amico degli uomini

Dona anche a noi il perdono, tu che hai patito per noi e salvaci!

Amico degli uomini

1L Una meretrice si avvicina a te, o Amico degli uomini,
e versa sui tuoi piedi lacrime e profumi.
Al tuo comando è  liberata dal cattivo odore dei peccati,
mentre il discepolo ingrato, che respirava la tua grazia,
la disprezza e si impasta di fango,
Giuda, il falso, preso d’amore per il denaro,
medita di tradire con inganno te, o Signore,
che sei il Tesoro della vita.
Ant. Misericordias Domini in Aeternum cantabo

2L La meretrice nel suo lamento, o Misericordioso,
ti asciugava con ardore i piedi immocalati
con i capelli della sua testa
e, gemendo profondamente diceva: non respingermi,
non avere orrore di me, o Dio mio,

ma accoglimi pentita e salvami,
o solo Amico degli uomini!
Ant. Misericordias Domini in Aeternum cantabo

3L Quella donna che prima era dissoluta,
improvvisamente appare casta,
e ti diceva, pregando fra le lacrime,
poiché aveva commesso azioni degne di pianto:
sciogli il mio debito, come io sciolgo i miei capelli,
vedo il tuo talamo adorno, o mio Salvatore,
e non ho la veste per entrare.
fa’ risplendere la veste dell’anima mia,
o tu che doni la luce, e salvami! 
Ant. Misericordias Domini in Aeternum cantabo

4L  La meretrice mescolò con le lacrime il miron prezioso
e lo versò sui tuoi piedi immacolati, baciandoli;
e subito tu l’hai resa giusta.
Dona anche a noi il perdono,
tu che hai patito per noi e salvaci!
Ant. Misericordias Domini in Aeternum cantabo

Tratto dall’ Orthros del mercoledì della grande settimana.
Sussidio Liturgico Pastorale – Quaresima Pasqua 2018

Quaresima

Cruciverba Paolino

Cruciverba Paolino
personaggi : ABUNDANTES DIVITIAE GRATIAE SUAE 


(consultate il testo qui)  – articolo di: Ampelio Crema 
Buon studio e risoluzione del cruciverba…
La compilazione diventa studio...

Stampate e risolvete il cruciverba … 

Carro a 4 ruote… una ruota è lo studio

I tre Arcangeli

29 settembre  SS. Arcangeli  Michele Gabriele Raffaele

Dare gloria a Dio in tutto

La Chiesa celebra la festa degli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.
Michele vuol dire ” Chi è come Dio? ” e viene ricordato come protettore del popolo eletto (Daniele c. 10).
Gabriele, ” forza di Dio “, si presentò a Zaccaria come ” colui che sta al cospetto di Dio ” (Luca 1,19) e portò l’annunzio della nascita del Battista e di Gesù Cristo (Luca c. 1).
Raffaele, ” Dio ha curato “, portatore di salvezza al vecchio Tobi.
Quando gli angeli hanno accompagnato il Signore nel presentarsi fra gli uomini, hanno cantato. “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama ” (Luca 2,14), cioè hanno annunziato quale era il fine dell’Incarnazione. Duplice fine, e cioè: primo, la gloria di Dio, e secondo, la pace degli uomini. Che vuol dire: pace con Dio e pace fra loro e pace nella coscienza.
E sulla terra non possiamo avere un’intenzione maggiore che questa: dare gloria a Dio in tutto; in tutto, dal mattino alla sera; in tutto, da gennaio a dicembre; in tutto, dall’uso di ragione fino all’ultimo respiro: glorificare Dio (APD 1958,287-288).

Da: Un anno con don Alberione – a cura di G.Mauro Ferrero ssp

Liturgia del giorno

Assunzione di Maria

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Icona assunzione

La festa dell’Assunta ci ricorda che Maria è in paradiso in anima e corpo. E’ glorificato anche il suo corpo accanto al corpo del suo Figlio divino,Gesù. Perché? Perché sulla terra furono santificati al massimo il corpo del Salvatore divino e il corpo dell’immacolata nostra Madre Maria.
Bisogna santificare anima e corpo (APD 1955,10).
La vita presente è per l’eternità; e l’eternità sarà tanto felice quanto è buona la vita. Maria è la madre per aiutarti a vivere bene e a salvarti. Mira la santissima Vergine nel suo seggio di gloria e invocala al mattino, al mezzodì, alla sera. Chiamala in ogni difficoltà temporale e spirituale.
Sii fedele alle pratiche che ti sei scelte ad onore di Maria (BM II,356).

Un anno con d.Alberione – a cura di G.Mauro Ferrero ssp

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